“Sono io il presidente, della mia posizione politica si parli domani”. Ha deciso così Felice Belloli durante l’assemblea della Lnd, nonostante alcuni interventi lo invitassero a un senso di responsabilità e a discutere subito della sua posizione traballante dopo la frase sui “soldi alle quattro lesbiche” che ha fatto insorgere il mondo del calcio. Il presidente ha messo in chiaro in apertura del direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che non solo non si sarebbe dimesso ma anche che di quel verbale del 5 marzo, pubblicato dal sito www.soccerlife.it, non si dovesse discutere. Dopo alcuni attimi di imbarazzo è intervenuto il presidente della Divisione Calcio a 5 Fabrizio Tonelli chiedendo che la prima parte dell’assemblea fosse dedicata proprio allo scivolone del presidente. Una tesi sposata anche da Alberto Mambelli, uno dei vice-presidente dei Dilettanti, che ha sostenuto la necessità di discuterne subito e ha richiesto la presenza di Antonio Cosentino, vice presidente vicario e uomo vicino a Tavecchio, in questi giorni dipinto come “particolarmente assente” a ilfattoquotidiano.it da fonti interne alla Lnd.

Al duo Tonelli-Mambelli si sono uniti alcuni presidenti dei comitati regionali richiamando Belloli a una responsabilizzazione e una immediata discussione che eviti strascichi mediatici. Ma un’ora dopo il numero uno dei Dilettanti ha scelto da sé: avvalendosi della potestà di presidente ha stoppato la diatriba rinviando a domani mattina (giovedì) il confronto. Il tutto nonostante in giornata la coordinatrice del Dipartimento femminile Alessandra Signorile, a nome del consiglio dello stesso dipartimento, avrebbe protocollato la richiesta di dimissioni e richiesto un incontro urgente ai vertici della Figc. Analogo invito era arrivato già dall’Assocalciatori e dall’Assoallenatori ma Belloli non è intenzionato a gettare la spugna.

Si sente accerchiato, è convinto che si tratti di una congiura nei suoi confronti per aver iniziato il proprio mandato all’ombra dell’ex presidente Tavecchio per poi proseguire sulla sua strada in una politica anche di tagli anche a consulenze ritenute troppo costose. Approfitterebbe della spaccatura interna all’assemblea per rimanere in sella, anche se l’eco di quella frase – arrivato anche all’estero – continuerebbe a rimbombare. Anche perché, come riporta sempre soccerlife.it, sul tavolo del procuratore federale ci sarebbero anche due denunce di una dipendente e di una consulente dei Dilettanti che avrebbero ricevuto ‘particolari attenzioni’ da Belloli. Chi ha mollato il numero uno della Lnd intanto si muove per preparare il terreno alla successione. Alcuni presidenti sarebbero intenzionati a chiedere il commissariamento (toccherebbe a Mambelli, è però in piedi anche l’ipotesi Vito Tisci). La Figc, se giovedì dovesse arrivare la sfiducia, potrebbe anche optare per una reggenza di tre mesi in attesa di nuove elezioni ma c’è un fronte che non vorrebbe Antonio Cosentino, al quale spetterebbe occupare temporaneamente la poltrona.