Vincenzo De Luca, governatore della Campania, è davvero un personaggio singolare. Dà mille spunti di riflessione. Non solo denunce, reati, ricorsi, sentenze. Adesso cita anche Eraclito, che non si lascia strumentalizzare facilmente. Il filosofo di Efeso consente di capire molte cose se proviamo ad “ascoltare” i suoi frammenti con l’orecchio alle miserie odierne. La filosofia al presente. In 7 frammenti. I fatti. La giudice Anna Scognamiglio “abusando dei poteri decisionali”, in concorso col coniuge Manna, minaccia De Luca “di una decisione a lui sfavorevole”. Le minacce, secondo la procura, inducono De Luca a promettere a Manna una nomina dirigenziale nella sanità campana. Alle pressioni non è seguita denuncia. Anzi. Adesso i frammenti.

1. “E’ necessario che l’uomo raffinato non s’insudici né si copra di lerciume né ‘sguazzi nel fango’.” Ora: De Luca, non denunciando, posto che di ricatto si tratti, cosa ha fatto? Insomma. Hai subito pressioni? Denuncia, altrimenti ti insudici.

2. De Luca: c’è un giornale colorato (Il Fatto?) che dovrebbe chiudere. Perché? Forse perché dà fastidio? Perché svela le malefatte? Perché senza i quotidiani scomodi gli “intrighi” non emergerebbero? Delle due una: o De Luca ha una bizzarra idea della democrazia, o – non solo in conferenza stampa – mente sapendo di mentire. Eraclito: “Dike coglierà sul fatto gli artefici e i testimoni di menzogne”.

3. Detto con ironia: sembra che la volontà della Scognamiglio – di ottenere una carica per il coniuge – abbia fatto riflettere il Governatore che, alla fine, ha interpretato con Eraclito in mano: “Legge è anche ubbidire alla volontà di uno solo.” Qualcuno gli spieghi il senso del frammento. Ma forse è inutile: “Assomigliano a sordi coloro che, anche dopo aver ascoltato, non comprendono.”

4. E poi, diciamolo, questo atteggiamento superbo, di De Luca, da capetto di provincia che bacchetta tutti (non solo la Bindi) non va bene. Eraclito: “Bisogna spegnere la superbia ancor più dell’incendio.”

5. Sembrava che la resa dei conti non dovesse arrivare mai. De Luca candidato. De Luca eletto. De Luca (forse) decaduto. La denuncia. La difesa. La sentenza. Eccetera. Il tempo giocava a suo favore (così sembrava). Oggi le nuove rivelazioni e lo scenario muta: “Il tempo è un fanciullo che gioca spostando i dadi.”

6. Eraclito, naturalmente, ci aiuta a capire anche Renzi. Ha grandi responsabilità. Ha candidato De Luca e l’ha protetto. Perché? Era un personaggio discusso. Lo sapeva. Perché ha voluto non vedere? A quali spinte, forze, pressioni – palesi e occulte – non ha potuto dire no? “De Luca imbarcò di tutto nelle liste fiancheggiatrici, anche gli amici di Cosentino e del clan dei Casalesi, e il Pd zitto”: si è servito di queste forze o ne è servo? O sono vere entrambe le ipotesi? Eraclito: “E’ una penosa fatica servire gli stessi padroni ed esserne comandato”. C’era una volta il Partito democratico, popolare e di sinistra. Ora non c’è più: i padroni sono altri.

7. Infine. Sono disposto a concedere che De Luca abbia provato a resiste al ricatto. Che abbia lottato con se stesso. A lungo. Poi, il desidero di potere l’ha sopraffatto: “E’ difficile combattere contro il desiderio: ciò che vuole, infatti, lo compra pagandolo con l’anima.” Grandezza di Eraclito. Sta dicendo: De Luca, dimettiti.

Non è stato facile per i giudici approdare alla verità, “Renzi sospese De Luca da governatore, ma subito avvertì che era possibile un ricorso per sospendere la sospensione”. Un casino. Eraclito: “La natura delle cose ama nascondersi.” Per fortuna, adesso si è fatta chiarezza: “Non appena Manna riceve l’sms della moglie, scrive al capo della segreteria del governatore: ‘E’ andata come previsto’”. Il segretario avverte De Luca. Non c’è altro da aggiungere: è tutto fin troppo evidente. Quando pagherà anche Renzi si chiuderà il cerchio. Le lezioni sono vicine. Il suo Pd non reggerà ai colpi di Roma e della Campania: il potere assoluto del segretario fiorentino, dopo la tornata elettorale, resterà un ricordo. Panta rei.