Diwali-India

La vittoria della luce sull’oscurità, il simbolo dell’illuminazione consapevole come trionfo sull’ignoranza: la trasfigurazione simbolica nell’eterna alternanza, dentro e fuori di noi, è una ricerca d’equilibrio sottile. E il Senato ha celebrato con l’Unione induista italiana una delle feste più popolari e importanti della millenaria tradizione orientale, il Diwali (Dipavali), festeggiato in Italia dai circa 160.000 induisti praticanti, una comunità composta per lo più da immigrati dall’India, alla quale s’aggiunge la sempre più nutrita schiera di insegnanti e corsisti delle varie scuole di yoga dove si praticano asana, meditazione e mantra.

Nell’incontro istituzionale, dal tema “Dipavali e libertà religiosa. Il ruolo delle religioni oggi per una rinnovata coscienza ambientale. Sfide etiche per il futuro”, è stata ribadita “l’importanza di una cooperazione tra politica e religione – afferma in una nota l’unità indù – declinata nell’impegno a garantire una libertà religiosa autentica e nel fornire risorse etiche e valoriali indispensabili per una società sana e attenta alla vita”. Di un’ecologia globale dell’essere ha parlato Paramahamsa Svami Yogananda Ghiri: così come i “fumi dei gas di scarico e l’innalzamento del clima offuscano e ammalano l’ambiente – parole del presidente onorario dell’associazione e guida spirituale del Monastero Matha Gitananda Ashram (Altare, Savona) – allo stesso modo i fumi dell’inconsapevolezza e dell’individualismo minano la possibilità di una vita comunitaria felice”.

Terminato il convegno in Senato (c’erano anche esponenti interreligiosi, oltre rappresentanti cristiani, islamici e buddisti) i partecipanti sono stati ospitati nell’Ambasciata dell’India a Roma per una cerimonia ufficiale. Le feste del Diwali (letteralmente ‘fila di lucerne’, accese in questi giorni dal Po’ al Tevere) terminano domani a Busto Garolfo (Milano) con danze, canti e rituali della luce in uno spettacolo pirotecnico. Prossima tappa, l’equivalente nostra occidentale, il Solstizio d’Inverno.