Eurojackpot per le italiane che si aggiunge ai 4 punti su 6 portati a casa da Roma e Juventus. Una settimana felice quella aperta dai bianconeri in Germania, proseguita con il ritorno alla vittoria dei giallorossi all’Olimpico e chiusa dal tris servito in Europa League. Il Napoli travolge con una nuova cinquina il Midtjylland e si qualifica ai sedicesimi, Lazio e Fiorentina passeggiano sistemando le rispettive classifiche. Un en plein salutare nel quale spicca il rotondo risultato degli uomini di Sarri che conquistano così la qualificazione e il primo posto nel girone, aggiungendo i danesi alla collana di goleade inaugurata con il Bruges in Europa e proseguita con la Lazio in campionato.

Gabbiadini&co: Napoli fabbrica di gol
Alla faccia del turnover, dello zero a zero di Genoa, del “primo o poi si sgonfiano”. Ma quando mai, direbbero alle pendici del Vesuvio. Il Napoli chiude la pratica qualificazione con due giornate d’anticipo, si assicura d’essere testa di serie nei sorteggi, diverte e si diverte contro il Midtjylland. Cinque schiaffi marchiati Gabbiadini, Callejon, El Kaddouri e Maggio: il chiaro sintomo che Sarri ha la possibilità di scavare in profondità nella rosa, senza perdere una sola stilla del proprio immenso potenziale offensivo. Del resto, bastava guardare l’Empoli lo scorso anno per capire che con l’aggiunta della qualità a disposizione a Napoli, il tecnico tosco-campano avrebbe trasformato il suo calcio scientifico in una pirotecnica fabbrica da gol. Marcature aperte da El Kaddouri, poi la doppietta di Gabbiadini, il graffio di Maggio e il sigillo di Callejon, entrato a partita in corso. Tanto per aggiungere la ciliegina sulla torta: i due prossimi impegni di Europa League, una passerella in pratica, sono ravvicinati ai match contro Roma e Inter. Il campionato è avvisato.

Fiorentina, che sollievo: è seconda
Sorpasso in salsa slovena e qualificazione riaperta. Nel gelo di Poznan, contro il Lech, la Fiorentina si riscatta grazie a una doppietta di Ilicic e stringe la mano al Basilea, vincente contro il Belenenses. Così in una notte sboccia la Viola in formato europeo, nonostante Paulo Sousa si rifugi in un turnover abbastanza spinto con Kalinic, Borja Valerio e Badelj in panchina. C’è invece Giuseppe Rossi. Ma il protagonista assoluto è Ilicic. Sul finire del primo tempo sloveno sblocca una gara fino a quel momento complicata con una punizione precisa, guadagnata da Pepito. In un secondo tempo fin troppo gestito, la Fiorentina rischia alla mezz’ora sull’azione di Lovrencsis e poi chiude con la verticalizzazione di Mati Fernandez ancora per Ilicic: uno contro uno a segno, doppietta e Lech Poznan scavalcato. Sousa sorride, la Viola è viva anche in Europa.

Lazio, tre vittorie in EL per dimenticare la A
Nonostante la testa di tutti fosse inevitabilmente rivolta al derby di domenica, vista la rivalità e il momento no in campionato (2 sconfitte consecutive), la Lazio mette sotto il Rosenborg e fa un passo avanti verso la qualificazione. Basta un quarto d’ora a Djordjevic per indirizzare la partita. Il Rosenborg resiste altri 14 minuti, poi cade ancora sotto i colpi dei biancocelesti. Onazi lancia il contropiede, ancora il serbo brucia il portiere. Hoedt siglerebbe il terzo, ma è in fuorigioco. Poco importa: la Lazio è viva, gioca a calcio e può permettersi di calcolare in vista della stracittadina. Ecco, dal momento del doppio vantaggio gli uomini di Pioli sembrano più rilassati e ciccano numerose occasioni per il tris. Fa nulla, il tre più importante è quello delle vittorie consecutive in Europa League che spiana la strada verso il tabellone a eliminazione diretta.