Non si può dire che funzionasse bene, visto che solo una piccola parte dei fondi stanziati sono arrivati ai Comuni. Ma, invece di rivedere i criteri di ripartizione e di accesso, il governo Renzi ha deciso che il Fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione va cancellato con un colpo di spugna: la legge di Stabilità non prevede rifinanziamenti, per cui l’anno prossimo le risorse messe sul piatto scenderanno dai 100 milioni del 2015 (rimpolpati con il Piano casa dell’ex ministro Maurizio Lupi) a zero euro. Con il risultato che scompaiono anche i 25 milioni riservati alle famiglie disagiate sottoposte a procedure esecutive di sfratto per finita locazione.
“Il governo condanna centinaia di migliaia di famiglie al baratro dello sfratto per morosità”, sostiene Massimo Pasquini, segretario nazionale dell’Unione Inquilini. “Ora tutto è chiaro: viene eliminata la tracciabilità degli affitti, nessuna risorsa per l’aumento dell’offerta di alloggi a canone sociale, nessuna limitazione al libero mercato e ora scopriamo che al capitolo 1690 del Bilancio del Ministero delle infrastrutture sono state letteralmente azzerate le risorse destinate al fondo nazionale per i contributi affitto alle famiglie in disagio economico. Per il governo gli inquilini (3,2 milioni di famiglie) sono agnelli da sacrificare al mercato. Nel 2015 erano stati stanziati 100 milioni di euro (nel 1998 senza la crisi economica che mordeva erano 350 milioni di euro), ora con la legge di Stabilità per gli anni 2016-2017-2018 le risorse disponibili sono zero”.
I dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture sui risultati ottenuti, va detto, sono molto deludenti: su una disponibilità complessiva per il biennio 2014-2015 che, considerando anche i finanziamenti degli enti locali, arriva a oltre 324 milioni, al 30 giugno di quest’anno le risorse assegnate dalle Regioni ai Comuni sono state di appena 93,7 milioni, di cui solo 88 milioni effettivamente trasferite. Sui 25 milioni riservati alle famiglie disagiate, poi, solo 3,5 sono arrivati agli enti locali. Davvero poco a fronte dei quasi 80mila provvedimenti di sfratto del 2014, 69mila dei quali per morosità. Non per niente il sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro ha ammesso che “il monitoraggio restituisce un dato di pressoché inutilizzo”. L’emergenza, insomma, rimane. E azzerare tout court i fondi non risolve il problema.