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Migliaia di persone hanno già firmato una lettera aperta del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) indirizzata a Beatrice Lorenzin, che da ministra della Salute in carica ha scritto la prefazione al libro dal titolo eloquente “Elogio della omeopatia”. Nel profilo linkedin dell’autore, Giovanni Gorga c’è scritto che è stato presidente di Omeoimprese dal 2004 al 2011 e anche che si occupa di “…individuare percorsi favorevoli al settore e all’azienda presso la classe politica e le istituzioni”. Attualmente è Public Affair Manager di GUNA S.p.a., un’azienda che si occupa di cosiddetti “farmaci omeopatici”. Mi sembra inutile ripetere qui per l’ennesima volta che i prodotti omeopatici non solo non curano nulla, ma sono anche potenzialmente dannosi perché allontanano le persone da terapie efficaci: sono sufficienti i numerosi link riportati alla fine della lettera. Il libro è pubblicizzato con le solite argomentazioni, tipo milioni di italiani la usano (ammesso sia vero). E allora? Milioni di italiani fumano ma non per questo il fumo è consigliabile.

Beatrice Lorenzin si è trovata ad affrontare delle “crisi” di tipo pseudoscientifico durante il suo mandato. Si ricordi il caso Stamina, una pseudocura dannosa per la salute e priva di qualsiasi effetto benefico per la quale il Parlamento aveva addirittura stanziato 3 milioni per una “sperimentazione”. Ora, molti degli ex sostenitori di Stamina si sono riconvertiti in “No vaccini”, una posizione che rischia di causare danni su scala ben maggiore. Buona parte dei (pochi) medici antivaccinisti si definiscono anche omeopati. Sarà un caso? Anche in questo caso Beatrice Lorenzin ha difeso (bene) la salute dei suoi concittadini.

Beatrice Lorenzin non è laureata in medicina, anzi: non è proprio laureata e questo la ha esposta a una serie di attacchi su quali fossero le sue competenze per essere nominata a capo del ministero della Sanità. La figura del ministro è essenzialmente di rappresentanza. Grazie anche a consulenti esperti, nelle difficili situazioni sopra esposte è riuscita a tenere il timone dritto e salvaguardare la salute dei suoi concittadini. Per questo motivo la sua prefazione, che come prevedibile è stata ampiamente strumentalizzata, è un pericoloso scivolone.

Non è facile essere in una posizione di elevata visibilità pubblica perché qualsiasi errore si presta a essere sfruttato dai mezzi d’informazione. Vedi l’ex collega ministra che si congratulò con i ricercatori italiani che avevano scoperto (erroneamente) i neutrini più veloci della luce ricordando che l’Italia aveva investito ben 40 milioni di euro per costruire il tunnel che partiva dal Gran Sasso arrivava a Ginevra. Errare è umano, ma non è facile riconoscere i propri errori.

I ricercatori italiani hanno spiegato senza problemi quale fosse la criticità nel loro esperimento (c’era semplicemente un cavo non stretto bene) e non sono stati crocefissi dalla comunità scientifica. Invece, nessuno si è scusato riguardo al presunto tunnel. E in fondo è proprio questa la differenza tra la scienza e la pseudoscienza. La scienza commette errori, perché descrive con teorie a volte troppo semplici la realtà. Le teorie si evolvono, e quando ne arriva un’altra che spiega il mondo in modo migliore della precedente non è un dramma. La pseudoscienza invece è sempre uguale a se stessa. L’omeopatia è ferma al tempo del suo scopritore, quando non era chiaro cosa fossero atomi e molecole. Chi sostiene qualsiasi forma di pseudoscienza invece assume una posizione fideistica, che non ammette nessuna conoscenza nuova la quale possa mettere in dubbio le idee preconcette.

Beatrice Lorenzin ha una grande sfida ma anche una grande opportunità. Dimostrare che quando si compiono azioni avventate e soprattutto potenzialmente dannose per la salute di tante persone, è importante un passo indietro. Nessuna “nuova opportunità di cura” (parole della ministra nella prefazione) potrà nascere da credenze pseudoscientifiche di fine 1700, come appunto è l’omeopatia.