“Nella legge di Stabilità c’è una norma che impone a regioni e comuni di non alzare le tasse”, ha assicurato Matteo Renzi mercoledì sera. Ma il giorno dopo, mentre il testo della manovra è ancora atteso al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha smentito il premier: il blocco agli aumenti varrà per tutti “fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”, ha chiarito Zanetti a La telefonata. Vale a dire che i cittadini di Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, tutte sotto piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria, non possono dormire sonni tranquilli: i governatori potranno mettere mano all’aliquota Irpef per far fronte ai tagli decisi dal governo. Una nuova tegola che si aggiunge alla decisione di consentire ai sindaci di aumentare l’Imu sulle seconde case, anche se l’addizionale finora era consentita solo ai primi cittadini che concedevano sconti sulla Tasi che grava sulla prima casa.

L’aumento delle tasse è qualcosa che “non deve succedere”, è poi corso ai ripari il sottosegretario, “ma questo è uno spazio che deve essere lasciato aperto ove ci siano problemi di gestione della sanità”. E comunque “tutte le altre imposte sono bloccate”. Nel frattempo però è intervenuto per correggere il presidente del Consiglio anche il dimissionario presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, che lascia in seguito al buco da 5,8 miliardi nel bilancio del Piemonte evidenziato dalla Corte dei Conti. “Non credo sia possibile” vietare agli enti locali di alzare le tasse, “al massimo può arrivare una moral suasion“, ha detto il governatore. Che si è anche tolto un sassolino dalla scarpa per quanto riguarda la gestione della sanità, dopo che il ministro Beatrice Lorenzin tre giorni fa ha definito “un errore fatale” delegare la responsabilità sul settore alle Regioni.

“Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha detto che se il governo ha lo stesso giudizio della Lorenzin si prenda la sanità e la gestisca. Io sposo in pieno queste parole”, ha detto Chiamparino. “Tra cinque anni faremo un confronto e vedremo se la sanità della Toscana, dell’’Emilia-Romagna o del Veneto saranno gestite meglio con una gestione centralizzata”.