Pazienti trattati come numeri nella voce “costi” del bilancio della Regione Calabria. Il governo taglia sulla sanità. La spending review si fa sui malati a Scilla, in provincia di Reggio Calabria, dove il reparto di oncologia dell’ospedale rischia di chiudere. Eppure è considerato un reparto di eccellenza che eroga circa seimila prestazioni all’anno di cui duemila chemioterapie. Nell’aprile scorso, infatti, con un decreto del commissario ad acta Massimo Scura (nominato dal governo Renzi) è stata approvata la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal Piano di rientro dal disavanzo del Servizio sanitario regionale calabrese che ha declassato l’ospedale “Scillesi d’America” a “Casa della salute”.
In sostanza, il commissario Scura ha chiesto all’Asp di attuare il decreto senza sconti per le centinaia di pazienti della costa tirrenica che effettuano i cicli di chemioterapia a Scilla e che, a breve, per essere curati saranno costretti a recarsi agli ospedali Riuniti di Reggio Calabria se non, addirittura, fuori regione.
Nei giorni scorsi, i malati oncologici e i loro parenti si sono incatenati per protestare contro questa scelta assunta dal governo: “Siamo gli esodati della sanità. – urlano – Non abbiamo diritto alle cure e al nostro ospedale. Ci devono lasciare in pace perché il ministro (alla Sanità, ndr) non sa se la mattina abbiamo la forza di alzarci dal letto. Il governo recupera i soldi dell’Imu tagliando gli esami diagnostici. In Calabria ci stanno riducendo a bestie”.
In questa battaglia, i malati hanno al loro fianco il primario Francesco Tropea secondo cui “è illogico che Scilla venga cancellata dal punto di vista dell’oncologia. È un reparto che funziona e l’unico costo sono i farmaci chemioterapici“.
Costo che non cambierebbe, per la sanità calabrese, se i suoi pazienti dovessero essere curati altrove. “A me dovrebbero pagare ugualmente – fa notare l’oncologo – anche se mi mandano a mettere bolli anziché fare il mio lavoro”.
E lo stesso vale per gli infermieri. “Dopo 35 anni di professione – sottolinea ancora il primario Tropea – mi ritrovo a dovere sostenere il mio diritto a curare i pazienti. La Regione li tratta come numeri. Se chiudiamo, i malati dovrebbero andare all’ospedale di Reggio che, però, sta scoppiando perché i tagli hanno provocato difficoltà anche lì. Ci saranno sempre più pazienti che si trasferiranno al Nord a spese del servizio sanitario regionale. Ecco l’illogicità”.
“Perché non tagliate gli sprechi piuttosto che l’oncologia di Scilla”, si sfoga un paziente, subito dopo aver effettuato una ciclo di chemioterapia. “La gente ha il diritto di vivere. – aggiunge una ragazza che ha accompagnato la madre a curarsi – Renzi dovrebbe essere più umile”  di Lucio Musolino