Tutta colpa del bicameralismo perfetto se in Italia non si cambia verso? Dopo la votazione lampo della legge Boccadutri sui rimborsi elettorali ai partiti, dubitare è lecito:  approvata in soli 35 giorni, con una discussione lampo di appena tre ore in Senato senza interventi da parte dei partiti. Tutt’altro destino quello della legge sulle unioni civili, attesa da 27 anni e rinviata un’altra volta, a gennaio. Per il sottosegretario del Pd Ivan Scalfarotto è normale che le leggi abbiano un iter così spedito quando c’è un ampio accordo. “La riforma – risponde – è utile, non mescolate le cose, non fate giornalismo fazioso”, risponde. “Due voti conformi rallentano, però ha ragione a dire che non è bello mostrare questa celerità quando ci sono in ballo questioni legate ai partiti”, ammette Gaetano Quagliariello, ex coordinatore di Ncd. “La Boccadutri è una legge per i cittadini, i dipendenti dei partiti che devono ottenere la cassa integrazione non li consideriamo?”, risponde Ugo Sposetti. “E’ una leggenda che il bicameralismo rallenti i lavori parlamentari, la navetta come in questo caso funziona, speriamo di vedere lo stesso stile a gennaio”, sostiene Sergio Lo Giudice, senatore democratico promotore del ddl Cirinnà sulle unioni civili. “Noi lo diciamo da tempo, non è colpa del bicameralismo, la celerità si potrebbe ottenere con modifiche dei regolamenti, non con una riforma antidemocratica, ma a monte è questione di volontà politica”, afferma Vito Crimi senatore del M5s. “La maggioranza sulle unioni civili c’è, noi siamo pronti a votarla subito, ma questa è la politica da marchettari alla Matteo Renzi, sono celeri soltanto quando si tratta di distruggere questo Paese”, chiosa il cinquestelle Alberto Airola.