Un esercito di 53.860 auto blu. Fotografato dal Formez con l’ultimo censimento sul parco macchine delle amministrazioni pubbliche aggiornato al 1° novembre 2014. Un numero impressionante che neppure la prima vendita all’asta su e-bay, annunciata circa un anno e mezzo fa dal premier Matteo Renzi al grido di “venghino signori venghino”, è riuscita a scalfire. «Al contrario, come abbiamo denunciato pubblicamente in Aula, durante il suo governo le auto blu e i relativi costi sono aumentati rispettivamente di duemila unità e di 26 milioni di euro», accusa Giorgio Sorial del Movimento 5 Stelle (M5S). Che dalle parole è già passato ai fatti. Presentando, come primo firmatario, una proposta di legge (pdl), attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera, per dare una sforbiciata definitiva alla mastodontica pattuglia di autovetture di servizio e rappresentanza a disposizione di dirigenti e personale della pubblica amministrazione (Pa), sparpagliate tra ministeri ed enti vari.

Un giro di vite in tre articoli che, come precisa la relazione introduttiva alla proposta di legge (pdl), si propone di eliminare un “anacronistico e dispendioso status symbol” per “conseguire obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica e di contenimento dei costi attraverso la riduzione delle spese per acquisti di beni e servizi superflui”. Ma in che modo? A partire dal 2016, la proposta del M5S, se approvata, introdurrebbe a carico delle Pa, comprese Autorità indipendenti, Regioni ed Enti locali, il divieto generale non solo di acquistare ma anche di stipulare contratti di leasing per dotarsi di nuove auto blu. Con delle eccezioni. La restrizione non si applica per le amministrazioni chiamate ad assolvere servizi operativi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, della salute e dell’incolumità pubblica, della sicurezza stradale, della difesa e della sicurezza militare, oltre ai servizi ispettivi relativi a funzioni di carattere fiscale e contributivo. La pdl del M5S prevede anche pesanti sanzioni per i casi di violazione del divieto. Oltre ad essere nulli, gli atti adottati in violazione della nuova disciplina configurano un illecito disciplinare. Il funzionario che li ha compiuti rischierà non solo una sanzione amministrativa da mille a 5 mila euro, ma anche l’azione di responsabilità per danno erariale. Inoltre, le vetture acquistate al di fuori dei casi consentiti dalla legge, dovranno essere vendute, mediante asta pubblica su piattaforma elettronica. Stessa sorte per tutte le auto blu attualmente in dotazione di quelle pubbliche amministrazione che, dal primo gennaio 2016, dovranno dismettere il loro parco macchine non avendo più i requisiti per dotarsene. Le risorse destinate annualmente alle auto di servizio, in base alla disciplina vigente, nonché i proventi della dismissione imposta dalla nuova normativa, verrebbero infine trasferite al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

“L’obiettivo della nostra proposta è chiaro: mettere la parola fine ad uno scandalo tutto italiano che ha ormai superato il limite della decenza”, spiega Sorial a ilfattoquotidiano.it. “E l’unico modo per riuscirci è approvare la nostra proposta di legge che, in modo chiaro e semplice, vieta alle pubbliche amministrazioni di acquistare e di concludere contratti di leasing per acquisire nuove auto blu obbligandole a dismettere quelle attualmente in carico”, prosegue il deputato del Movimento 5 Stelle. Che ne ha anche per il premier Matteo Renzi. “Se avesse davvero voluto fare qualcosa, Renzi avrebbe potuto emanare un decreto oppure presentare un disegno di legge che ricalcasse i contenuti della nostra proposta di legge – conclude Sorial –. Invece, si è limitato allo spot del ‘venghino signori venghino’ facendo credere ai cittadini che avrebbe risolto il problema vendendo qualche auto blu su e-bay mentre durante il suo governo le vetture di rappresentanza sono aumentate, sia di numero che nei costi”.

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