L’ultimo italiano ad aver vinto a Motegi è lui. Andrea Iannone, pilota dalla guida sincera e mai banale. Era il 2011, classe Moto2; l’anno in cui il mondiale lo vinse Stefan Bradl, e Iannone concluse la stagione terzo, dietro a Marc Marquez. Proprio con lo spagnolo a Motegi fu bagarre. La stessa battaglia che potremmo rivedere domenica e che, ironia della sorte, anche quest’anno potrebbe valere ad Andrea il terzo posto in campionato. La differenza, però, sta nel fatto che questa volta il pilota di Vasto può arrivare davanti al Campione del mondo. Corsi e ricorsi storici. Per trovare una classifica in cui The Maniac preceda Baby Champ a fine stagione, bisogna tornare molto più indietro. Più precisamente al 2009, classe 125. Quando Marquez era solo agli albori della sua carriera, e Iannone proprio a Motegi centrava il suo primo hat-trick: giro veloce, pole position e vittoria.

Ma adesso fra i due ci sono solo 12 punti. Due in meno di quelli che separano Jorge Lorenzo da Valentino Rossi. L’impresa, a quattro gare dal termine, è davvero possibile. E arrivare terzo, a fine stagione, sarebbe un biglietto da visita enorme per il pilota di Vasto. Soprattutto agli occhi di Ducati Corse. Non solo per l’onore del piazzamento. Anzi, questo è il fattore che forse conta di meno. Ciò che varrebbe oro, invece, sarebbe chiudere la stagione in un solo colpo davanti a Marquez e al compagno di box. Perché Iannone potrebbe rubare il terzo gradino del podio di stagione al campioncino di Cervera. Che vorrebbe dire piazzare una Ducati davanti a entrambe le Honda Repsol, e dietro solo alle due Yamaha ufficiali. Cosa che pochi mesi fa, a Borgo Panigale, avrebbero preso per una visione onirica. Ma Iannone ha reso realizzabile questo sogno. E lo ha fatto con una costanza impeccabile. La stessa costanza di risultati che è mancata all’altro Andrea di casa Ducati, che dopo un inizio di stagione esaltante (quattro podi nelle prime cinque gare) s’è perso fra ritiri e piazzamenti anonimi, complice tanta sfortuna.

Il team bolognese di bei ricordi ne ha tanti, a Motegi. A partire dalle tre vittorie consecutive ottenute da Loris Capirossi fra il 2005 e il 2007. Per finire con Casey Stoner, che proprio nel 2007 ha conquistato il suo primo titolo mondiale, e qui ha vinto pure nel 2010. Ma se infilare una Ducati davanti alle due Hrc (che però precedono la Rossa di 50 punti nella classifica costruttori) rimane la cosa più importante a Borgo Panigale, a Vasto avrebbero fatto carte false – ad inizio stagione – per arrivare davanti a Dovizioso. Perché The Maniac, alla prima stagione in MotoGp con una moto al 100% ufficiale, rischia di diventare pure il primo pilota in casa Ducati. Almeno leggendo la classifica, nella quale ha 33 punti più di Dovi.

Chissà cosa avrebbe combinato, il pilota abruzzese, senza il doppio infortunio alla spalla sinistra (si farà operare il prossimo 17 novembre, come ha detto alla Gazzetta dello sport). La spalla lussata nei test Ducati di metà maggio, al Mugello, e poi uscita di sede per una caduta mentre si allenava correndo, prima del Gp di Aragona. In fondo, però, dopo gli infortuni Iannone ha centrato due delle sue gare più belle, a Le Mans e ad Aragon. Quasi come Marquez, che a Silverstone, nel 2013, si lussò la stessa spalla sinistra nel warm-up e fu secondo in gara dopo poche ore. Quel Marquez che allora sembrava tanto lontano, inarrivabile. E adesso invece è così vicino.

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