Non è certo come l’altra lista, quella degli illustri evasori targata Christine Lagarde. Ma anche questa presenta nomi di furbetti che, ben prima del controllo sui capitali, hanno investito denaro liquido all’estero mentre la Grecia affondava nella crisi. Spuntano oggi due elenchi di proprietari greci di appartamenti a Londra che erano stati inviati ad Atene negli anni scorsi da parte delle autorità fiscali della Gran Bretagna. Così come accaduto alla lista Lagarde, mai fatta protocollare dai ministri delle finanze Papacostantinou e Venizelos, anche questa fino a martedì era stata debitamente occultata, ma ecco che il ministero delle Finanze ellenico ha deciso di diffonderla per tassarla.
Si tratta di duecento proprietà immobiliari nella capitale britannica riconducibili ad armatori greci ed altre tremila di semplici cittadini. Negli anni immediatamente successivi allo scoppio della crisi greca c’erano state molteplici segnalazioni di agenti immobiliari inglesi che, nei pressi degli aeroporti londinesi, ricevevano da cittadini greci appena atterrati richieste di acquisti di immobili: immediati e con pagamento in contanti.

Al momento il ministero ancora non ha stabilito i canoni fiscali per individuare la percentuale da pagare rispetto al valore (si parla di una forbice tra il 3 e i 4% del prezzo complessivo), ma è comunque un primo segno di attivismo fiscale. Infatti il vice ministro delle Finanze Trifon Alexiadis ha dichiarato di volersi ispirare al modello tedesco per la riscossione delle tasse, promettendo che gli investigatori lavoreranno di più anche nella direzione della lista Lagarde, ovvero i 2062 nomi di illustri evasori ellenici dei quali sono stati attenzionati solo 136. Nel complesso il viceministro spera di incassare da questo nuovo pacchetto di misure almeno 1,5 miliardi di euro a fronte dei soli 80 milioni recuperati sino ad oggi.

Alexiadis, precisando che per tutti varrà il pagamento della tassa sulla casa, che in Grecia si chiama Enfia, ha annunciato anche l’imposta sul lusso (per le barche e le auto superiori a duemila di cilindrata) e la tanto attesa riforma del catasto che dal 2016 sarà organizzato per via elettronica con un portale ad hoc accessibile dai notai. Questi ultimi, per qualsiasi trasferimento di proprietà di cui si occuperanno, potranno entrare nel sistema madre e registrare in modalità online i dati della proprietà trasferita e quelli dei contraenti. L’occasione sarà utile, nelle intenzioni del governo, per far sì che il ministero valuti in tempo reale tasse e procedure, in modo che il cliente paghi online e stampi la ricevuta anche per tamponare l’evasione fiscale.

Su questo fronte nei primi sei mesi del 2015 l’erario ha registrato mancati incassi per sei miliardi di euro, facendo il paio con i numeri del 2014, quando lo Stato non è riuscito a farsi pagare complessivamente dodici miliardi di tasse preventivate. Cifre che, questa volta, non potranno essere replicate pena il giudizio negativo da parte della troika, attesa per la prossima settimana ad Atene, quando dovrà stendere il primo report sull’andamento del nuovo memorandum siglato da Alexis Tsipras ad agosto.

@FDepalo