Propaganda a favore del terrorismo. E’ questa l’accusa principale nei confronti del gruppo editoriale turco Dogan, con cui le autorità hanno aperto un’inchiesta. Lo riporta l’agenzia di stampa Anadolu. Alla base del procedimento c’è la pubblicazione di alcune foto sugli scontri tra il Pkk e l’esercito turco e d’immagini “non censurate” di cadaveri di militari uccisi ad agosto.

Dogan è l’editore dei quotidiani Hurriyet e Radikal e della tv Cnn Turk. Il gruppo è uno tra i più importanti della Turchia; proprio uno di questi, Hurriyet, la scorsa settimana è stato assaltato da alcuni gruppi di ultranazionalisti turchi, ricevendo poi la solidarietà delle diplomazia di Francia, Germania e Gran Bretagna.

Ma l’inchiesta a Dogan è solo l’ultima azione del governo turco contro la stampa. Ieri, infatti, è stata bloccata la distribuzione del settimanale Nokta e la polizia ha fatto un’irruzione alla sede della rivista. Il motivo della censura è la pubblicazione di un fotomontaggio con protagonista Erdogan: nell’immagine si vede il presidente turco farsi un selfie mentre alle sue spalle alcuni soldati portano la bara di un loro compagno avvolto nella bandiera turca. L’obiettivo di Nokta era denunciare la morte di oltre cento militari negli scontri con il Pkk. Il giornale è accusato di “offese al presidente” e “propaganda terroristica”.

Ieri è stato anche bloccato il sito del giornale di sinistra Cumhuriyet. La motivazione non è ancora stata resa nota ma recentemente il quotidiano aveva accusato di connivenza con dei gruppi estremisti della ribellione siriana sia il governo sia il premier Ahmet Davutoglu. E già a giugno Erdogan aveva chiesto l’ergastolo per il direttore della testata per spionaggio.

Infine qualche settimana fa, due reporter britannici di Vice News, sono stati arrestati per terrorismo e poi espulsi dalla Turchia. Stavano documentando un scontro tra forze di sicurezza e Pkk. Secondo una classifica redatta dall’ong Reporter senza frontiere, la Turchia è al 149esimo posto su 180 per libertà di stampa.