Nella lista Lagarde degli illustri evasori ellenici che hanno portato miliardi fuori dal Paese spunta anche il proprietario della villa dove Alexis Tsipras e famiglia hanno soggiornato lo scorso agosto. Si chiama Thanassis Martinos e possiede una residenza faraonica di 12 ettari a Capo Sounio, dove sorge il Tempio dedicato a Poseidone. In quella lussuosa cornice il premier ha trascorso alcuni giorni ed è stato immortalato dai paparazzi ellenici mentre gioca a calcio balilla con altri ospiti e mentre si rilassa in barca con al timone un altro magnate greco che ha fatto fortuna lontano dal Partenone. Cioè Kostas Giotis, re del trapianto di capelli, che ha iniziato negli anni ’70 la sua attività negli Usa e oggi è tra i più conosciuti del pianeta, annoverando tra i suoi clienti attori e miliardari.

Martinos è un armatore molto in vista nell’ambiente dei trasporti marittimi, figlio di Iannis Martinos, il più grande antiquario ad Atene nel dopoguerra. Sua madre, Athena, era discendente della famiglia di storici armatori Methenitis. Alla fine degli anni 1960 hanno fondato la nota compagnia di navigazione Thenamaris, da cui dopo vari successi imprenditoriali è nata negli anni Novanta anche la Minerva Marine. La stampa ellenica oggi critica aspramente la scelta di opportunità del numero uno di Syriza, non fosse altro perché nel suo programma aveva inserito non solo la lotta agli oligarchi ma soprattutto ai nomi che avevano affollato quella lista.

L’elenco scottante nel 2010 era stato inviato dall’allora ministro delle finanze francese Christine Lagarde, oggi numero uno del Fmi, ad Atene per corriere diplomatico senza che nessuno dei due ministri dell’economia, i socialisti Papacostantinou e Venizelos, lo facessero mai protocollare. Una lista con 2062 nomi di cittadini ellenici che avevano trasferito qualcosa come 25 miliardi di euro nella filiale svizzera dell’istituto Hsbc. Politici, imprenditori, giornalisti, secondo i pm coinvolti in traffici illeciti, mazzette per forniture di armi, riciclaggio.

La lista venne pubblicata nell’ottobre 2012 dal giornalista Kostas Vaxevanis sul suo settimanale Hot Doc, ma un’ora dopo venne arrestato dalle teste di cuoio greche e processato per direttissima, riuscendo però a vincere il Premio Giornalistico Internazionale “Julio Parrado” per un pezzo che scrisse dal carcere in quei drammatici momenti.

La rivelazione della stampa greca, a meno di una settimana dalle elezioni di domenica 20, giunge nel giorno in cui il viceministro delle finanze Alexandris ammette pubblicamente che su 2.064 nomi della lista ne sono stati controllati solo 150 in 3 anni. Quattro magistrati greci nei giorni scorsi sono infatti stati in gran segreto nell’ambasciata greca di Parigi in audizione da Hervè Falciani, l’uomo che con le sue rivelazioni ha scoperchiato il vaso di Pandora. I quattro, però, non hanno informato il capo della corte suprema di Atene e avrebbero fatto un blitz in gran segreto per parlare direttamente con il consulente che ha fatto tremare mezza Europa. La lista giunta in Grecia, ha detto Falciani, è solo una piccola parte del reale. “Ho dato tutti i dettagli, penso che abbia aiutato molto la giustizia greca. La lista che è arrivata nel paese è solo una parte di ciò che realmente esiste”. Come dire che oltre a quei 25 miliardi potrebbe esserci dell’altro. Nella lista figurava anche l’ex braccio destro del premier conservatore Samaras, Stavros Papastravrou.

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