Dopo mesi, dopo anni, anche l’Europa si sveglia. Ora le tragedie si moltiplicano nel mar Mediterraneo e lungo i viaggi di decine di tir nell’Europa dell’Est (l’ultimo in Ungheria oggi) e nel frattempo prosegue la marcia dei profughi che dalla Grecia risalgono fino all’Europa centrale. Così ora il problema immigrazione riempie finalmente le scrivanie delle principali cancellerie europee e non solo. Ieri, 29 agosto, l’annuncio di Ban Ki-Moon per un incontro fissato il 30 settembre alle Nazioni Unite. Oggi la richiesta dei ministri dell’Interno di Francia, Gran Bretagna e Germania di una riunione urgente (“Entro due settimane”) sull’immigrazione. Nella loro dichiarazione Bernard Cazeneuve, Theresa May e Thomas de Maizière sottolineano la necessità di “misure immediate“, e premono ancora una volta per l’allestimento di cosiddetti “hot spot” in Grecia e in Italia per registrare i migranti e identificare i richiedenti asilo. Nel pomeriggio, infine, l’annuncio: l’incontro si terrà a Bruxelles il 14 settembre nel pomeriggio.

I tre governi chiedono inoltre che venga stilata una lista dei “Paesi d’origine sicuri” per completare il regime di asilo comune, proteggere i rifugiati e garantire il ritorno effettivo degli immigrati illegali nei Paesi di provenienza. Per queste ragioni i tre ministri chiedono alla presidenza di turno lussemburghese dell’Unione Europea di convocare un primo consiglio Interni e Giustizia entro due settimane “per preparare efficacemente le decisioni” della riunione dell’8 ottobre, e “avanzare concretamente sui differenti punti”.

In precedenza era stato il ministro degli Esteri francese a scagliarsi contro la gestione dell’emergenza dei Paesi dell’Europa dell’Est. In particolare Laurent Fabius ha definito “scandalosa” la politica condotta nei confronti dei rifugiati, affermando che va contro i valori dell’Unione europea. Parlando della crisi migratoria ai microfoni della radio Europe 1, Fabius ha detto: “Ogni Paese deve rispondere a questo. Francia, Germania e altri lo fanno, ma poi vedo certi Paesi che non accettano questi gruppi, lo trovo scandaloso” e “in particolare i Paesi dell’Europa dell’est. Sono estremamente duri”. “L’Ungheria fa parte dell’Europa, che ha dei valori, e noi non rispettiamo quei valori issando recinzioni”. L’Ungheria, che fa parte dell’area Schengen, sta costruendo un muro lungo il confine con la Serbia per contenere l’accesso di migranti, che definisce una minaccia a “sicurezza, prosperità e identità europee”.