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Beh, magari non proprio esattamente uguali… però qualcosa in comune effettivamente l’abbiamo. Se non diamo peso al fatto che loro si incontrano a porte chiuse e operano in modo a dir poco opaco, mentre noi siamo aperti a tutti e ci muoviamo in modo trasparente. Se non si considera che loro fanno tutto per i propri interessi privati, mentre noi ci impegniamo per il bene comune. Ignorando per un attimo il fatto che in nome di questi interessi sono disposti a sacrificare i diritti umani, la pace, l’ambiente e le culture, mentre noi siamo animati proprio dalla tutela e dalla promozione di questi ultimi. Se vogliamo ignorare la differenza fra chi considera la diversità un problema, o addirittura una minaccia, e chi – come noi – la ritiene un valore imprescindibile. Mettendo per un istante fra parentesi il fatto che per loro le uniche categorie per comprendere la realtà sono quelle dell’individualismo, della competitività e dell’omologazione, mentre per noi sono fondamentali la socialità, la cooperazione e la creatività. A parte il fatto che i contenuti delle loro discussioni non sono mai registrati o riportati all’esterno, mentre noi trasmettiamo tutto in diretta streaming e poi lo lasciamo disponibile online anche una volta finito l’evento…

Se ignoriamo tutto questo, beh, non è difficile scorgere le somiglianze fra il famigerato segretissimo Summit di questi gruppi di potere e il nostro Festival EcoFuturo. Entrambi, infatti, abbiamo capito che occorre incontrarsi, individuare punti di interesse comuni, cercare sinergie, fare pressione per orientare la società nella direzione dei valori (leggermente diversi!) in cui crediamo, immaginare l’avvenire che desideriamo e impegnarci per realizzarlo. Per questo alcuni ci hanno chiamati “lobbisti“, e in un certo senso è vero! Noi vogliamo fare esattamente una pressione buona per sostenere e promuovere tutte le eccellenze dell’ecologismo italiano (molte delle quali svettano anche a livello internazionale) nel campo delle imprese, della ricerca, dell’associazionismo, delle amministrazioni virtuose, dell’informazione, che troppo a lungo sono rimaste chiuse nel proprio orticello. Solo incontrandoci, contaminandoci, arricchendoci vicendevolmente, condividendo esperienze, sogni e obiettivi (in modo propositivo e non polemico) potremo tracciare percorsi di cambiamento concreti per un domani migliore. Come scrisse nitidamente Leo Tolstoj: “Poiché i malvagi stringono alleanza tra di loro per costituire una forza, è necessario che gli onesti facciano altrettanto. Cosa c’è di più semplice?”.

Se vuoi essere parte di questo cambiamento fatto di mobilità sostenibile, bioedilizia, risparmio energetico, permacultura, strategia rifiuti zero, energie rinnovabili, cooperazione internazionale, ma anche musica, teatro, creatività… vieni a scoprire il Festival EcoFuturo nel sito www.festivalecofuturo.it

Dall’1 al 6 settembre ti aspettiamo alla Libera Università di Alcatraz, fra Gubbio e Perugia, per un tuffo collettivo in un domani diverso possibile. Un domani che è già iniziato -benché spesso invisibile nei mass media- e al quale noi vogliamo semplicemente dare voce, per favorirne la diffusione!

P.S. Non sono un complottista, non lo sono mai stato. Le teorie sulle scie chimiche, i microchip sottocutanei, le piramidi aliene, i templari e altre storie simili non mi hanno mai convinto molto. Ho preso come riferimento i Bilderberg solo come perfetto contraltare della nostra iniziativa, su un piano simbolico, ed espressione massima dei valori che sottendono la visione consumistica della società, che ci consuma per l’appunto, oltre a consumare inutilmente materia, energia e biodiversità. Ho fatto questa precisazione così ora potete divertirvi a ingiuriarmi e tirarmi i pomodori! Se non vi accontentate di farlo in modo virtuale e volete farlo di persona, sapete dove trovarmi, vi aspetto tutti al Festival EcoFuturo.

Venitemi a trovare anche su www.micheledotti.it