Gli scontri a L’Aquila tra manifestanti che contestano la presenza di Renzi e forze dell’ordine sono in pieno corso. In quegli stessi istanti, una delle più alte cariche della Regione Abruzzo, il vicepresidente Giovanni Lolli (Pd), ride di gusto: suo figlio Mattia è tra i contestatori del premier. “Quel pezzo di merda di Zaffiri mi telefonava e mi faceva sentire mio figlio che arringava… Mattia che arringava il popolo”, ridacchia divertito al riparo dagli scontri in atto a poca distanza. Nel video che riprende il siparietto, una voce femminile gli risponde: “Eh, ma è così che si fa”. Mattia Lolli, che fa parte del Comitato 3e32, appare nelle immagini con il megafono in mano, in prima fila durante gli scontri con la polizia, al grido: “Renzi fuori dall’Abruzzo”. Il giovane è uno dei due manifestanti feriti durante le cariche della polizia. Un agente ha invece riportato la rottura del setto nasale. “Non sono preoccupato per mio figlio, lui ha le sue idee e io le mie, preferisco avere un figlio che contesta piuttosto che uno che sta a casa”, ha dichiarato poi il padre Giovanni ai microfoni dell’emittente locale AbruzzoWeb. Giovanni Lolli è stato due volte deputato, prima per i Democratici di sinistra e poi per il Partito democratico. Ex sottosegretario di Stato alle Politiche giovanili e alle attività sportive nel governo Prodi, attualmente è vicepresidente della giunta D’Alfonso e assessore alle Attività produttive e alle Politiche della ricostruzione. I comitati antipetrolizzazione e gli studenti hanno forzato ieri i posti di blocco a pochi metri da palazzo Fibbioni, sede del Comune. Vista la situazione, il premier ha cambiato programma e si è presentato direttamente nel laboratorio di Fisica nucleare del Gran Sasso  di Melissa Di Sano