“È la nostra tradizione, non è la mafia. Vi faccio vedere le foto dei funerali di 15 anni fa, ma anche di 70. Il funerale così era perché Vittorio era per noi un re, un pezzo forte della famiglia”. Così Egidia Casamonica, nipote di Vittorio, torna sulle esequie per lo zio in stile ‘Padrino’ con carrozze, cavalli, Rolls Royce e petali caduti dal cielo. “La persona morta la fanno rigirare dentro la bara – aggiunge – Ma quale mafioso? È una bugia. Ognuno comanda a casa sua. Noi rispettiamo la legge. Abbiamo perso una persona cara e basta”. Poi aggiunge: “Noi non facciamo la guerra. Siamo pacifisti. Noi buttiamo fiori mica le bombe come l’Isis. Ci siamo rimasti male perché non ci rispettano”. “Non siamo santi oddio – afferma la donna -. Sbagliano preti sugli altari e non possono le persone in strada. Una giornalista è andata a vedere la carrozza dove c’era il morto, io ci metterei lei dentro quella carrozza. Di certo non siamo un clan ma una famiglia riunita. Siamo rom abruzzesi. Lo Stato ci deve rispettare. È una vergogna”