“Giorgio, do you know Mattarella?”. Il deputato 5 Stelle Luigi Di Maio dalla sua pagina Facebook si rivolge all’ex presidente della Repubblica dopo il suo secondo intervento in pochi giorni in difesa della riforma del Senato. “Continua ad andare oltre i confini del suo ruolo istituzionale”, commenta l’ex Pd Stefano Fassina. “Si candida di fatto alla guida del Pd”, dice invece l’azzurro Maurizio Gasparri. Tace stranamente la minoranza Pd, più probabilmente in vacanza che indifferente all’intervento di Napolitano dalle colonne di Repubblica.

Nessuna reazione ufficiale dal Quirinale, che però già dopo la prima lettera pubblicata sul Corriere della Sera non aveva smentito una divergenza di visioni sul ruolo. Da una parte il supervisore e garante Mattarella, dall’altra Napolitano ancora schierato in difesa del provvedimento di Renzi. “C’è chi se ne sta con i nipoti e chi come Napolitano gioca ancora a fare il presidente della Repubblica”, scrive su Facebook Di Maio, “inviando moniti tramite quotidiani, come se stesse ancora al Quirinale. Giorgio, do you know Mattarella? C’è chi prepara le prossime azioni per settembre e chi, come Renzi e Berlusconi, lavorano all’ennesimo inciucio per salvarsi dalle elezioni inevitabili. Al Senato Renzi non ha più la maggioranza”.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri va oltre: “Napolitano”, dice. “trova spazio perfino per citare Gramsci e concede la grazia al presidente Mattarella al quale dice che si rimetterà in ogni caso. In piena forma si candida di fatto alla guida del Pd, cercando una sintesi tra il neo renzismo e le vecchie lezioni marxiste e gramsciane. Del resto nella sua ulteriore lettera a un quotidiano l’ex Presidente della Repubblica dice con chiarezza di considerare il suo incarico di senatore a vita ‘non un titolo onorifico o una sine cura, ma un compito e un dovere di operoso impegno'”.