“Chi occupa un immobile commette un atto illegale, ma non possiamo sempre impugnare il mito della legalità a tutti i costi. A volte bisogna essere capaci di dire che c’è una legalità che non funziona perché crea disuguaglianze”. Amelia Frascaroli, assessore ai Servizi sociali del Comune di Bologna, eletta con il partito di Nichi Vendola, sul tema delle occupazioni in città con il Pd non è sempre stata d’accordo. Il 10 agosto scorso, ad esempio, l’amministrazione del capoluogo emiliano romagnolo e quella di San Lazzaro, guidata dal sindaco Pd Isabella Conti, hanno siglato un patto per fare fronte in parte, al problema delle centinaia di famiglie che occupano abusivamente diversi stabili per i quali lo sgombero sembra sempre più vicino. San Lazzaro ha offerto 25 alloggi per mamme e bambini allo scopo di far fronte all’emergenza abitativa. Per quanto riguarda il resto degli occupanti, uomini e donne, italiani e stranieri, accomunati generalmente da uno sfratto ricevuto per crisi, cioè in seguito alla perdita del posto di lavoro causa recessione, tuttavia, ha aggiunto Conti, “affrontino il loro destino. Chi con la sua prepotenza occupa da noi non avrà alcuna rete”.

Assessore Frascaroli lei concorda?
L’incontro con il sindaco di San Lazzaro è stato positivo perché è il primo comune dell’Area Metropolitana a mettersi a disposizione. E quando ci si trova a far fronte a un’emergenza, la precedenza va sempre data alle mamme con bambini. Credo però si debba superare il binomio legalità e illegalità. Oggi chi occupa è già penalizzato dalla condizione in cui si trova. Certo, ha commesso un atto illegale, ma non possiamo sempre scagliarci contro di loro impugnando il mito della legalità. Questa parola dovrebbe presupporre il concetto di giustizia, e quando non c’è, quando invece si creano delle ingiustizie sociali, bisogna saper dire che la legalità non funziona. Io spero che ci sia una sinistra che se ne ricordi.

La precedenza non dovrebbe andare a chi è in lista per un alloggio popolare?
La situazione dell’Italia oggi è così drammatica che diventa difficile punire chi ha creduto di proteggere la propria famiglia affidandosi all’occupazione. Basti guardare chi sono le persone che vivono negli stabili occupati: italiani e stranieri che prima avevano un lavoro regolare, pagavano le tasse, poi a causa della crisi hanno perso tutto. Non parliamo degli anarchici che s’insediano in un palazzo sfitto per affermare i propri valori ideologici, siamo di fronte a un bisogno sociale drammatico. Anche durante la guerra si usavano le occupazioni per gli sfollati e nessuno si sognava di denunciarli. Ora, io non dico che siamo in guerra, ma ci troviamo davanti a un dramma sociale.

Lei, quindi, è contraria alla linea dura nei confronti degli occupanti?
Anche se per questo sono già stata additata dal Partito Democratico come una pericolosa comunista, vorrei precisare che ci sono stabili che vengono risistemati in modo totalmente dignitoso dalle occupazioni, come l’ex sede Telecom, abbandonata da anni. Inoltre sono tutte situazioni che hanno sviluppato con il vicinato rapporti di solidarietà. Allora io non dico che sia giusto occupare, mi limito a osservare che queste situazioni non vanno demonizzate. Anche nel 1938 chi si opponeva alle leggi razziali commetteva azioni illegali: siamo ancora in grado di distinguere le legalità ingiuste e delle illegalità giuste, oppure abbiamo l’idolo della legalità scolpito nella pietra?

Bologna a quale soluzione sta lavorando per risolvere il problema dell’emergenza abitativa?
In collaborazione con la Prefettura stiamo lavorando a un protocollo di garanzia, che contiene la proposta, per i proprietari di immobili pubblici e privati, di mettere temporaneamente a disposizione dell’amministrazione spazi vuoti non utilizzati, o non vendibili all’asta, ovviamente in cambio di incentivi e garanzie. L’obiettivo è creare progetti di protezione abitativa per chi si trova in condizione sfratto, soprattutto non colpevole, a causa della crisi e della disoccupazione. Al momento, però, ad eccezione del Comune di San Lazzaro, nessuno ci ha offerto la propria disponibilità.

E’ una soluzione al tema delle occupazioni?
Vogliamo superare la condizione d’illegalità a cui certe persone sono costrette a sottostare per non finire a vivere in strada, e sottolineo costrette, non per scelta. Come diceva Giuliano Pisapia, certo, le occupazioni sono atti illegali, in questo momento però io le considero legittima difesa.

L’articolo 5 del Piano casa, secondo il governo, avrebbe dovuto fungere da deterrente per le occupazioni
Non so da quale mente perversa sia venuto fuori un deterrente del genere, che non solo è inutile, visto che chi si trova in una situazione così disperata da decidere di occupare prima pensa a trovare un tetto per la propria famiglia, e poi al resto, ma cancella dei diritti fondamentali. A mio parere, quindi, il sindaco Virginio Merola, oggi indagato dalla Procura di Bologna per aver restituito l’acqua agli occupanti, ha fatto ciò che doveva. Spero che la sinistra, se esiste ancora, se ne ricordi e modifichi quell’articolo.