Grecia ad un passo dall’accordo per il nuovo pacchetto di aiuti dalla nuova troika. Lo sostiene il Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, secondo cui l’intesa è contenuta in un memorandum di 27 pagine al vaglio del governo di Atene tra sabato e domenica, e in seguito sottoposto ai creditori internazionali e quindi ai Paesi dell’Unione europea. In caso di fumata bianca si procederà già dal 20 agosto al terzo pacchetto di aiuti.

Secondo fonti ateniesi i ministri greci Tsakalotos (Finanze) e Stathakis (Economia) – che hanno ricevuto venerdì le proposte da parte dei creditori – nel pomeriggio hanno incontrato all’Hotel Hilton di Atene (la nuova base logistica della troika) i creditori internazionali per valutare nel merito il contenuto della bozza. “Una volta ottenuto l’ultimo via libera – hanno dichiarato dopo il vertice – ci auguriamo che tutto vada bene”. Alla domanda se i negoziati con le istituzioni per il terzo pacchetto di aiuti si trovino ad un passo dal completamento, Stathakis ha risposto: “Può essere”. A dimostrazione dei progressi, venerdì sera il vicepremier Yannis Dragasakis davanti ai cronisti ha ammesso: “Siamo quasi pronti per un accordo”.

Al netto delle buone intenzioni, però, sono cinque gli scogli su cui le parti dovranno trovare la quadra: le modalità di attuazione e di funzionamento del fondo di privatizzazione da 50 miliardi (su cui la Bild pochi giorni fa ha provocatoriamente proposto la vendita di alcune isole); l’utilizzo delle entrate per “coprire” i prestiti in rosso dei greci che non li hanno onorati; il reddito minimo garantito; la ricapitalizzazione delle banche e la questione dei prepensionamenti. La squadra economica del governo sta attualmente lavorando sulla bozza di testo e tutti i problemi saranno discussi in occasione della riunione dei ministri interessati con i responsabili delle istituzioni.

Nel frattempo è stato definito positivo, secondo fonti del governo, il contributo delle istituzioni per completare l’accordo, che potrebbe essere sottoposto giovedì prossimo al parlamento greco. Se i nodi saranno appianati entro lunedì, allora giovedì potrebbe essere il giorno buono per il voto da parte dei 300 deputati ellenici sul secondo pacchetto di prerequisiti, che conterrà anche l’eliminazione dei contributi agli agricoltori e degli sgravi per le isole. Il passo successivo sarà quello di passare dall’Eurogruppo (verosimilmente 24 ore dopo il voto, quindi il prossimo venerdì) e avviare il processo di voto per il nuovo protocollo da parte degli altri parlamenti nazionali dell’Eurozona entro il 18 agosto.

Secondo questa tabella di marcia, e se non si verificheranno altri contrattempi, il 20 agosto verrà erogata la prima tranche del nuovo programma da 25 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi per il pagamento delle obbligazioni scadute. Un primo stop però giunge dal governo finlandese, che dichiara apertamente la propria contrarietà. Il ministro degli Esteri Timo Soini affida alla Reuters la posizione del suo governo: “Noi non accetteremo l’aumento dei costi per la Finlandia o un taglio del debito greco”, ha detto. Secondo la Reuters, Soini è apparso pessimista circa il raggiungimento di un accordo sul programma greco, precisando che lo scenario più probabile è a lungo termine il Grexit.

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