Nella Grecia impoverita dagli anni di austerity aumentano esponenzialmente anche le domande di aiuti alimentari. Secondo l’agenzia ateniese Ana-Mpa oltre 280mila cittadini ellenici hanno presentato domanda per ottenere assistenza dal Fondo europeo per il sostegno agli indigenti (Fead), che si occupa appunto di raccogliere le eccedenze di produzione dei Paesi membri e distribuirle alle associazioni e onlus che smistano poi i pacchi alimentari ma anche abiti e prodotti per l’igiene personale. L’Istituto nazionale per il lavoro e le risorse umane, che coordina l’erogazione dei finanziamenti sotto l’egida del ministero del Lavoro e della Previdenza ha reso noto di aver ricevuto più di 130.742 richieste di inserimento in un programma alimentare avviato da metà luglio. Di queste, 50.226 sono state presentate da individui e il resto da enti pubblici, organizzazioni non governative e associazioni di beneficenza che rappresentano persone in stato di bisogno. Così si arriva a un numero totale di assistiti pari a 280mila.

Intanto, mentre ad Atene proseguono le trattative tra il governo Tsipras e la troika sul terzo piano di aiuti per il Paese, il ministro del Lavoro Giorgos Katrougalos ha ventilato nuovi e pesanti tagli alle pensioni. Lo riferisce il quotidiano Eleftheros Typos, secondo cui il ministro ha parlato dei progetti del governo al termine di un incontro con una delegazione del Pame, il sindacato vicino al Partito comunista di Grecia (Kke). Fonti presenti alla riunione hanno detto che Katrougalos si riferiva ai piani dell’esecutivo per l’unificazione della normativa sulle pensioni principali e quelle integrative e per tagli alle pensioni di coloro che ricevono oltre 1.000 euro al mese. Secondo altre fonti citate dallo stesso quotidiano, il ministero del Lavoro ha già elaborato un progetto che comprende l’unificazione dei fondi pensionistici e la fusione delle pensioni che se necessario può essere messo in atto già nel 2016. Kathimerini scrive che il ministro vuole varare un nuovo sistema fiscale per i pensionati per garantire che il minimo della pensione sia al di sopra del livello di povertà, stimato in 432 euro al mese.