Siriani, libici ed eritrei accampati a pochi metri dalla linea di confine. Succede a Ventimiglia. Succede a Bolzano (guarda). E succede più a nord, in Francia, a Calais: porta d’accesso per il Regno Unito che si trova lì, al di là della Manica. Nella notte, circa centocinquanta persone hanno tentato di nascondersi sui mezzi diretti verso la Gran Bretagna attraverso l’Eurotunnel superando il terminal francese e creando disagi e ritardi alla circolazione dei treni.

I passeggeri fermi al terminal di Coquelles hanno dovuto aspettare quasi cinque ore prima di poter salire sulle navette dirette al di là del canale. Il servizio Shuttle è stato momentaneamente sospeso poco prima di mezzanotte. Le autorità francesi hanno cercato per tutta la mattina di ripristinare il traffico.

“Stiamo lavorando duramente per tenere alto il livello di sicurezza del nostro terminale di Calais”, ha scritto su Twitter l’operatore del servizio di trasporto, che effettua tre partenze ogni ore. “Difficile, però, stimare quanto tempo ci vorrà per recuperare i ritardi – ha aggiunto la società – Stiamo facendo del nostro meglio”. “Abbiamo accumulato attacchi da parte dei migranti che tentano di superare la barriera verso i binari e verso i treni”, ha aggiunto un portavoce dell’azienda. “Abbiamo registrato significativi ritardi, ma ora siamo sotto la mezz’ora ai check-in e a un’ora di attesa sul posto”.

Le immagini che arrivano da Calais non sono diverse da quelle che circa un mese fa sono state immortalate alla stazione di Milano o sugli scogli di Ventimiglia. Nella città francese, nelle ultime settimane, sono arrivati oltre cinquemila profughi provenienti dalle aree martoriate dalla guerra, come la Libia e la Siria. Da giugno a Calais sono otto i migranti morti nel tentativo di raggiungere il nord Europa. L’ultimo, giovedì scorso.