Dopo l’annuncio a caldo di Matteo Renzi, arrivano le spiegazioni del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Che confermano le ipotesi di sabato pomeriggio: per coprire la promessa abolizione dell’imposta sulla prima casa e dell’Imu agricola e il resto della “riduzione senza precedenti” delle tasse su cui il premier ha messo la faccia, l’Italia chiederà a Bruxelles maggiore “flessibilità“. Cioè il permesso di fare più deficit a fronte delle riforme messe in campo in questi mesi.

Intervistato da La Stampa, il titolare del Tesoro spiega infatti che Roma farà “in modo di utilizzare al meglio gli spazi di manovra e gli strumenti previsti dai Trattati”. Compresa la cosiddetta clausola per gli investimenti, quella che consente di non conteggiare nel calcolo del deficit il contributo al nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici? E che per l’Italia varrebbe 6-8 miliardi? “E’ del tutto prematuro parlare di cifre”. In ogni caso “il premier ha indicato un mix di politiche: taglio di tasse e investimenti, in un quadro in cui il debito scende e si rispettano le regole comuni”.

Quanto all’abolizione della Tasi, Padoan sta sul vago ribadendo che “la tassazione sugli immobili verrà rivista con l’introduzione della local tax, che semplificherà la tassazione locale in una strategia di medio periodo”.

Poi un ampio capitolo dedicato alla Grecia, con un parallelo da brividi nonostante l’Italia non sia “nemmeno lontanamente comparabile” al Paese ellenico. “Ogni zona in Europa sa fare qualcosa meglio di altre. E’ vero per la Grecia e per il Sud d’Italia“, ammette infatti Padoan. “Dobbiamo investire in questi vantaggi comparati (…). Non vedo altre strade per economie che invecchiano come quelle europee”.