Il sindaco di Agistri, isola greca che si trova nel golfo Saronico, ha autorizzato l’uso sul proprio territorio di un sistema che si usa per effettuare pagamenti in una valuta virtuale parallela. Agistri “viene usata come banco di prova, ma non c’è motivo che il sistema non venga usato per tutta la Grecia se avrà successo”, ha spiegato Lee Gibson-Grant, direttore della società di consulenza monetaria britannica Coinstructors. Che per la Grecia ha messo a punto una piattaforma ad hoc battezzata, nei giorni in cui la Grexit sembrava dietro l’angolo, Drachmae Connect.

Come riporta il sito greco protothema.gr, “gli esercizi commerciali locali possono utilizzare la valuta parallela nell’ambito dei ‘programmi fedeltà‘ rivolti ai turisti, accettandola per il pagamento di hotel ed altri servizi a prezzi scontati”. Con l’introduzione del limite ai prelievi e la chiusura delle banche, lo stesso Gibson-Grant ha già provato il sistema tecnologico adottato sull’isola di Agistri, dopo aver fatto la fila ai bancomat greci. “Suggerirei all’industria del turismo greca di studiare i benefici di M-Pesa”, dice il direttore di Coinstructors. “Serve al trasferimento di fondi e al micro-finanziamento. Bisogna creare una rete per il suo utilizzo”. Dopo il periodo di prova nella piccola isola, nel caso funzionasse, il progetto di questa piattaforma per denaro digitale potrebbe essere adottato in tutto il Paese.

Il sistema citato da Gibson-Grant, M-Pesa, è stato lanciato nel 2007 in Kenya, sulla rete mobile di Safaricom, società affiliata a Vodafone.  E’ stato anche sponsorizzato negli anni 2003–2007 dal Dipartimento per lo sviluppo internazionale (Dfid) nel Regno Unito e Vodafone spiega sul suo sito ufficiale come funziona: “I clienti si registrano al servizio tramite un mandatario, spesso si tratta di un piccolo negozio di telefoni cellulari o il rivenditore, e poi depositano i contanti in cambio di moneta elettronica che si può inviare ad amici e familiari. Una volta che gli utenti hanno registrato tutte le transazioni, queste vengono completate in modo sicuro inserendo un codice pin ed entrambe le parti ricevono in tempo reale un sms di conferma, quando l’importo della moneta elettronica viene trasferito”. Di questa tecnologia si sono già serviti Tanzania, Fiji, Sud Africa, Repubblica democratica del Congo, India, Mozambico, Egitto e Romania.

Aggiornato da redazione web il 17/07/2015 alle 15.24