Messaggi che inneggiavano alla jihad postati su tre profili facebook, dove invitava i suoi contatti ad abbracciare posizioni estremiste. Jalal El Hanaoui, 25enne di origine marocchina abitante a Ponsacco (Pisa) e da 17 anni in Italia, è stato arrestato dalla Digos della Questura di Pisa in esecuzione del provvedimento emesso dal Gip di Firenze nell’ambito di un’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Firenze. E’ accusato di propaganda e istigazione alla jihadEl Hanaoui postava sul social network anche foto di celebri monumenti dell’occidente, forse considerati da lui obiettivi di attentati. Tra questi la Statua della Libertà, la Torre di Pisa, la cattedrale di San Basilio a Mosca. Ma anche un muro in Israele per la separazione dei territori occupati e un’avveniristica architettura a Dubai

Il giovane, nato a Souk Sebt in Marocco e arrivato a Ponsacco per un ricongiungimento familiare quando aveva 8 anni, vive con i genitori e il fratello 22enne – incensurati – in un quartiere di case popolari alla periferia del centro pisano nei pressi del complesso sportivo ‘I Poggini’. E’ disoccupato e ha piccoli precedenti penali e di polizia per reati connessi agli stupefacenti e contro il patrimonio.

Secondo quanto riferito in una conferenza stampa presieduta dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, El Hanaoui gestiva come amministratore tre profili facebook, da cui, accanto a discussioni su temi religiosi islamici, invitava però gli ‘amici’ a posizioni oltranziste ed estremiste, evidenziando una chiara condotta per proselitismo a favore della partecipazione alla jihad (guerra santa). Gli stessi argomenti, secondo le indagini di Digos e polizia postale, sono stati usati dal 25enne anche in video e commenti inseriti in altri gruppi a cui era iscritto, raggiungendo così circa 12mila persone, non solo nel mondo arabo ma anche italiani.

Tra le immagini c’è il disegno di una decapitazione che El Hanaoui commenta come atto di eroismo. In una foto invece si vede una scritta nel deserto che, tradotta, significa “solo la legge di Dio va seguita mentre, le leggi degli uomini devono essere distrutte”. Secondo gli investigatori l’arrestato propugnava come mezzi per realizzare lo stato islamico, anche strage, omicidi, attentanti e danneggiamenti. In un suo commento si legge che si isserrà “dal sangue la bandiera dello stato islamico”; in un altro commento esorta “i democratici ad andare via, noi faremo la jihad“. I tre profili facebook di sua diretta gestione sono stati sottoposti a sequestro preventivo e oscurati.