Una seconda giovinezza. Ad Harvey Keitel e Michael Caine, 76 anni il primo, 82 il secondo, la Giovinezza di Paolo Sorrentino ha fatto comunque bene. Non che fossero stati dimenticati, ma a parte gli speciali camei di Caine ne Il cavaliere oscuro e Interstellar, la terza, quarta, età di due dei più celebri attori hollywoodiani del secolo scorso pareva finita sul piano inclinato del resort svizzero del film sorrentiniano. Per ricordarci, sempre che qualcuno se lo fosse dimenticato, la lunga carriera dei due, la Fondazione Cineteca Italiana allo Spazio Anteo di Milano, dal 3 al 12 luglio 2015, mostra una carrellata esemplare di 11 titoli interpretati dai due protagonisti di Youth.

Si inizia con un Keitel in splendida forma ne Le Iene (1992) di Quentin Tarantino dove interpreta Mr. White, accanto ai vari Brown e Orange, che è poi un cast di livello pazzesco con Tim Roth, Steve Buscemi, Chris Penn, Michael Madsen. Siamo probabilmente all’apice dalla carriera dell’attore nato a Brooklyn da immigrati polacchi di origine ebrea, full immersion performativa con Lee Strasberg, e debutto nel 1967 con Chi sta bussando alla mia porta? dell’allora compare Martin Scorsese. Dicevamo dell’apogeo Keitel proprio nei primi anni Novanta quando tutti lo vogliono e tutti lo pigliano. Altri esempi degnissimi di nota, in proiezione a Milano: Lezioni di piano di Jane Campion (1993) dove mostra le sue grazie in diversi nudi integrali che ancora fanno vibrare i cuori delle trenta-quarantenni di allora, ma dove soprattutto rappresenta una sorta di selvaggia via di fuga all’orrido tran tran (a)sentimentale della protagonista Holly Hunter. Tutti lo volevano e tutti lo pigliavano in quel breve volgere di due-tre anni. Così, tralasciando i pur celebri lavori con Paul Auster (Smoke e Blue in the face) ecco il capolavoro maledetto, in proiezione all’Anteo domenica 5 luglio, di Abel Ferrara: Il cattivo tenente. Sempre sotto la colonnina Keitel ci sono anche l’exploit d’autore con Theo Angelopulos, Lo Sguardo di Ulisse (1995) e uno dei primissimi Ridley Scott, I Duellanti (1978) dove l’attore di Brooklyn si immerge nell’epoca napoleonica ed interpreta l’ufficiale Feraud travolto dall’eterno duello fino all’ultimo respiro contro il collega D’Hubert.

Con Michael Caine la selezione di titoli in proiezione si fa ancor più raffinata. Intanto Hannah e le sue sorelle (1986) – domenica 5 luglio all’Anteo – un autentico capolavoro di Woody Allen nel periodo Mia Farrow, con un cast formidabile (Barbara Hershey, Max Von Sidow, Dianne Wiest). Caine è il marito di Hannah/Farrow che si innamora della cognata e come un ragazzino palpita d’amore ad ogni sua occhiata. Ancora più indietro scopriamo un John Huston doc: L’uomo che volle farsi re (1975) dove il divo inglese incontra il divo scozzese Sean Connery. E ancora The Quiet American di Philippe Noyce (2002), splendido intrigo amoroso e politico con morto, che ha sullo sfondo le atmosfere di tentativo di preconquista coloniale dell’Indocina da parte degli Stati Uniti negli anni ’50. Sempre per comprendere la duttilità di Caine, c’è anche Vestito per uccidere, il thrilling di Brian De Palma più censurato, tagliuzzato e rimodellato della sua carriera in cui l’attore britannico si sdoppia persino in abiti e sembianze femminili. A concludere uno degli ultimi film interpretati da Caine nel 2014, non a livello della grande carriera che ebbe tra gli anni sessanta e ottanta ma comunque godibile: Mister Morgan. Per ogni informazione www.cinetecamilano.it