“La dignità delle persone prima di tutto”. Papa Francesco interviene nel negoziato tra la Grecia e l’Unione Europea, teso a evitare il “default” del Paese ellenico , per esprimere la sua solidarietà alla popolazione e ricordare l’ordine delle priorità. “Le notizie provenienti dalla Grecia – afferma in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi – preoccupano per la situazione economica e sociale del Paese. Il Santo Padre desidera far sentire la propria vicinanza a tutto il popolo ellenico, con speciale pensiero alle tante famiglie gravemente provate da una crisi umana e sociale, tanto complessa e sofferta”.

Per Bergoglio “la dignità della persona umana deve rimanere al centro di ogni dibattito politico e tecnico, così come nell’assunzione di scelte responsabili”. Padre Lombardi sottolinea, inoltre, che “Papa Francesco invita tutti i fedeli a unirsi in preghiera per il bene dell’amato popolo greco”. Parole di apprensione di Bergoglio e del Vaticano per la situazione della Grecia e che si ricollegano a quanto il pontefice ha scritto recentemente nella sua ultima lettera enciclica Laudato si’.

Francesco, infatti, punta il dito contro “il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione” che, “senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. Per Bergoglio “la crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo”.

Una posizione che il Papa ha espresso con chiarezza anche nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium scagliandosi duramente contro quella che definisce “l’economia dell’esclusione” e attaccando le teorie della “ricaduta favorevole”. Tesi che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale del mondo. Per Bergoglio, infatti, “così come il comandamento ‘non uccidere’ pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire ‘no a un’economia dell’esclusione e della inequità’. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in Borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita”.

A fare eco alle parole del Papa è il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, secondo cui “è necessario cercare nuovi modi di intendere l’economia e il progresso”. In piena sintonia con Francesco anche Naomi Klein, autrice del famoso saggio No logo, considerato il manifesto del movimento no-global, invitata in Vaticano a commentare l’ultima enciclica di Bergoglio. Per Klein con “i modelli economici dominanti abbiano calpestato le persone”. Secondo la giornalista e attivista canadese “la verità è che siamo arrivati a un punto pericoloso, in parte perché molti degli esperti economici ci hanno deluso, esercitando le loro forti capacità tecnocratiche senza saggezza. Hanno prodotti modelli che davano scandalosamente pochissimo valore alla vita umana, soprattutto a quella dei poveri, proteggendo i profitti aziendali e la crescita economica a tutti i costi. La posta in gioco è alta e non possiamo dividerci, né permettere alle differenze di dividerci”.