Nei giorni immediatamente precedenti al Family Day è girato un sms che paventava alcune delle terribili iniziative che il Parlamento stava approvando sotto l’etichetta del “ddl Fedeli”, all’insaputa di tutti. Tra queste, particolarmente degne di nota, c’erano: corsi di “masturbazione precoce” da 0 a 4 anni, un non meglio specificato “abuso” tra i 6 e i 9, “pornografia” dopo i 15. Nel suo complesso, il messaggio, molto lungo, rivelava la volontà governativa di immettere nei piani scolastici la famigerata teoria del gender e invitava i genitori ad una crociata contro questa iniziativa.

E’ forse inutile, secondo me, dover persino affermare che nulla di tutto ciò fosse presente nel testo del disegno di legge, poi tramutatosi in emendamento al ddl Buona Scuola. Il testo si compone di soli 8 articoli e parla di educazione di genere, non toccando quasi per nulla l’educazione sessuale, che pure sarebbe un tema da inserire nei programmi scolastici. Lo scopo è ridurre gli stereotipi dei ruoli sociali di uomo e donna e combattere la violenza di genere con la cultura del rispetto e della reciprocità. Gli stessi toni vennero usati qualche mese fa contro alcune scuole che avevano inserito “giochi del rispetto” per i bambini. Scavando al di là delle polemiche, si poteva facilmente scoprire che i pericolosi giochi contenevano, per esempio, disegni in cui un padre stirava le camicie e una madre pilotava un aeroplano. Tremendo…!

Sgombrare il campo da ogni equivoco è forse improbabile, bisognerebbe addirittura partire dall’affermare che, semplicemente, la teoria del gender non esiste. Esistono i gender studies, una cosa completamente diversa ed esistono studi sociologici ormai molto avanzati che, pur non mettendo mai in discussione la differenza biologica tra maschio e femmina (il che sarebbe piuttosto stupido), dimostrano come le società abbiano costruito nel tempo ruoli per l’uomo e ruoli per la donna, ma come questi siano mutevoli e assoggettati ai cambiamenti della società, certo non iscritti nel nostro Dna. Liberare le curiosità e la naturale predisposizione che è nei bambini a prescindere dagli stereotipi mi parrebbe la cosa più ovvia e invece trova molte difficoltà ad imporsi in un mondo ancora profondamente rigido e conservatore. Esattamente qui, infatti, interviene il ddl Fedeli, per dare la possibilità a ciascuno di realizzare se stesso a prescindere dal sesso o da convenzioni ormai superate.

Non riesco ad immaginare come questo semplice paradigma sia potuto trasformarsi in un messaggio deformante e spaventoso recapitato a centinaia di migliaia, forse qualche milione di individui adulti che si sono visti rappresentare uno Stato pedofilo e assassino. C’è di che sporgere denuncia, non fosse che i danni sono fatti, quando si insinua una tale aberrazione… del resto le stesse espressioni omofobiche e di condanna delle donne emancipate durante il Family day fanno ben comprendere di quale contrasto si stia parlando. Vorrei credere solo ad un malinteso senso dell’orgoglio maschile, magari figlio di ignoranza, per molti scesi in piazza è probabile sia così. C’è però un enorme surplus di malafede da parte di chi è sempre in cerca di una nuova guerra uomo-donna dentro la nostra società, da combattere perché solo così si spiegherebbero i toni apocalittici utilizzati in queste settimane. Rimane la sensazione che in questo, come in altri campi, vi sia un gap informativo che da parte nostra e da parte della stampa non si riesce a colmare, un gap dove si annida chi, per difendere proprie posizioni di rendita o semplicemente per fanatismo, può inventare le peggiori infamie e venderle come verità. Stiamone accorti, il rischio che si possa credere alle calunnie e alle falsità di costoro è molto elevato.