E’ successo un gran sconquasso per la frase cloacale di Marino. Andando a vedere esattamente ciò che ha detto l’innocente, neo-arrivato e traballante sindaco di Roma – dopo le clamorose rivelazioni, gli aspri scontri e le furiose polemiche su Mafia Capitale – si può rilevare che si è trattato di un inciso. Solo un piccolo inciso, solo tredici parole, all’interno del discorso in cui annunciava di non voler fare alcun passo indietro, mentre tutti i partiti chiedevano che si dimettesse: da destra, da centro e da sinistra, compresi il suo stesso partito e il M5S, pur essendo tutti i partiti, di destra, di centro e di sinistra, compresi il suo stesso partito (e con la sola eccezione dell’innocente e neo-arrivato M5S), oggettivamente e inequivocabilmente responsabili della nascita, della crescita e del pascimento di Mafia Capitale.

Che ha detto dunque il chirurgo genovese prestato alla politica capitolina? Ecco: “…Una destra che non ha vergogna: tornino nelle fogne da dove sono venuti”.

Al di là delle sue intenzioni – distrarre l’attenzione dall’oggetto del contendere, sparigliare, uscire dall’angolo, dividere la muta dei cani o altra – la frase sembrava voler dire: non parlo di Rutelli e Veltroni, altrimenti mi inguaio più di quanto non sia già inguaiato, ma voi vecchi neo-fascisti autopromossi a post-fascisti, a cominciare dal sindaco nero Alemanno, siete gli ultimi a poter parlare, visto che vi siete magnati mezza capitale e perciò siete degni di tornare nelle fogne da dove siete usciti nella Seconda Repubblica.

Il riferimento semantico è ovviamente a un vecchio slogan del Sessantotto: “Fascisti / Carogne / Tornate nelle fogne”. Ma Marino non ha detto fascisti o neo-fascisti o post-fascisti (come sarebbe stato più corretto dire, non tanto perché esattamente quello diceva lo slogan, ma in quanto proprio quelli potrebbero evidentemente tornare “nelle fogne da dove sono venuti”). Ha detto “destra”, come se esistesse o fosse esistita una “destra” che viene dalle fogne e quindi là potrebbe tornare. La destra italiana, nella cosiddetta Prima Repubblica, è stata Malagodi, è stata la Confindustria, è stata la destra Dc, è stato Montanelli, per la sinistra socialista era Craxi…Nella cosiddetta Seconda Repubblica la destra è scomparsa, si è autodefinita centrodestra (salvo chiamare il centrosinistra “sinistra” e arrivare a etichettare “comunista” perfino il pacioso Prodi).

Certo, l’espressione “destra fascista”, neo o post fascista poco importa, ha un senso. E quindi Marino, sottintendendo l’aggettivo, proprio ad essa si è certamente riferito: Alemanno e camerati, carogne, tornate nelle fogne.

Ma il vero problema nasce qui. E’ da una ventina d’anni che l’Italia non ha più fascisti. Così come non ha comunisti. Se è per questo non esiste più nemmeno un partito socialista degno di questo nome, né un partito socialdemocratico, né repubblicano, né liberale…Ammesso e non concesso che esista una destra o una sinistra (e non il campo dell’affarista Berlusconi contrapposto al campo della “ditta”)… Ammesso e non concesso che esista un partito (e non proprietà personali e comitati elettorali)…Ammesso e non concesso che si possa ancora parlare di un sistema politico-parlamentare, privo com’è di politica, oltre che di rispetto del sistema rappresentativo…

Ecco il vero errore di Marino: quella frase sembra presupporre che in Italia ci sia una destra (e quindi che vi si faccia politica e non lotta di potere e affari), addirittura usa l’espressione “destra” per riferirsi nemmeno a Berlusconi ma agli Alemanno (e presumibilmente anche ai Gasparri, ai Matteoli, agli Storace, agli Urso, alle Mussolini…) e in conclusione vuole che gli Alemanno e camerati o ex-camerati tornino nelle fogne, intendendo con questo la loro condanna a tornare quelli che erano negli anni Sessanta e Settanta: fascisti.

Magari in Italia ci fossero dei fascisti organizzati e un gruppo determinato a imporre, coerentemente, valori e programmi fascisti (e non, come succede, solo degli stupidi lacché del berlusconismo e affaristi e rubagalline in proprio). Sarebbe un pezzo di politica. Al quale – magari! – si contrapponessero dei comunisti veri (non il furbo-salottiero Bertinotti o l’apprendista ometto di potere alla Vendola). Ma allora ci sarebbe posto anche per un autentico partito socialista e, soprattutto, per un vero partito moderato, liberale…Cose interrotte trent’anni fa, quando cominciò il degrado nazionale…Cose da anni Settanta.

Non a caso, la prima reazione di Alemanno – colui che, da questo punto di vista, Marino inconsapevolmente (e come altrimenti?) vorrebbe promuovere, facendolo tornare alle fogne, privandolo di poltrone amministrative e ministeriali, di incarichi e prebende, di palazzi e salotti, di frequentazioni lucrose e gratificanti – è stata: “Quando ho sentito che Marino invitava la destra a tornare nelle fogne ho sentito un brivido nella schiena”.