A Roma si dice “metterci una toppa”. Ed è quello che hanno dovuto fare migliaia di insegnanti nelle scorse ore al momento della correzione del test Invalsi, il questionario unico nazionale che da qualche anno viene somministrato, come terza prova scritta, agli studenti durante l’esame per terza media. Una storia che ilfattoquotidiano,it ha raccolto in alcune scuole laziali, ma che riguarda l’intero paese.

Venerdì 19 giugno. È il momento della correzione dei quiz. L’intera procedura è informatizzata ed avviene attraverso un sistema informatico di Invalsi, l’Ente di ricerca presieduto dalla professoressa Anna Maria Ajello. “La schermata ad un certo punto chiedeva l’inserimento del voto delle prove d’italiano e matematica”, spiega un professore d’italiano, che chiede l’anonimato. Peccato che gli scrutini che assegnano quel punteggio si terranno solo la prossima settimana. “In sostanza noi correggiamo i compiti, ma la valutazione viene fatta durante lo scrutinio – racconta il docente a ilfattoquotidiano.it – e solo dopo aver fatto rivedere lo scritto allo studente, durante l’orale”. Il problema è che il sistema di correzione del test Invalsi non permette di proseguire se quei due voti non vengono inseriti.

Da diverse scuole italiane sono subito partite email e telefonate all’Ente Invalsi per avere delucidazioni. E qui è arrivata la paradossale e classica pezza all’italiana: “In seguito ad alcune richieste pervenute all’Invalsi, circa il voto della prova scritta di Matematica e Italiano predisposte dalla Commissione d’esame si precisa che se le predette prove non sono ancora state svolte o non è ancora stato attribuito il voto, nelle caselle corrispondenti alle voci ‘Voto prova scritta di italiano predisposta dalla Commissione’ e ‘Voto prova scritta di matematica predisposta dalla Commissione’, si deve selezionare l’opzione: “Assente o valutazione non espressa in decimi”, si legge in una email inviata il 19 giugno pomeriggio a tutte le commissioni d’esame da un’indirizzo di Invalsi. Insomma, fate finta che l’alunno non fosse presente o che il giudizio non sia stato espresso con modalità standard. Per poi aggiungere: “Si precisa che i voti di Matematica e Italiano delle prove predisposte dalle commissioni sono raccolti a soli fini statistici”. Ovvero, quei dati alla fine servono a poco, o comunque potevano essere chiesti in un secondo momento, magari dopo gli scrutini. Gli insegnanti fanno poi notare che non sarà più possibile inserire quei voti nel sistema: “Una volta salvata la scheda con la correzione della prova – spiegano – non c’è nessuna possibilità d’intervento, come è giusto che sia”.

Twitter: @andreapalladino