A 13 anni aveva subito un trattamento invasivo contro una grave forma di anemia. Prima dell’inizio della cura, però le è stato espiantato un ovaio, che è stato congelato e reimpiantato quando la ragazza aveva 23 anni. Dopo cinque mesi sono tornate le mestruazioni e a novembre 2014 è diventata mamma di un bambino. Completamente sano.

La vicenda riguarda una donna congolese che vive a Bruxelles e che è stata la prima al mondo a dare alla luce un bambino dopo il trapianto del suo stesso tessuto ovarico. A causa del trattamento altamente invasivo per curare la drepanocitosi (anemia falciforme), l’ovaio rimasto è stato fortemente danneggiato ma la conservazione dell’altro e il successivo trapianto le hanno consentito di diventare madre. Gli specialisti, che descrivono la vicenda su Human Reproduction, sperano che questa procedura possa aiutare altre giovani pazienti con questo tipo di patologia.

La diagnosi di anemia falciforme era arrivata quando aveva 5 anni; da piccola era emigrata dalla Repubblica del Congo in Belgio, dove i medici hanno deciso che la sua malattia era così grave da aver bisogno di un trapianto di midollo osseo, utilizzando come donatore il fratello. Ma prima che potessero iniziare il trapianto, si era reso necessario un ciclo di chemioterapia, per impedire al sistema immunitario di rigettare il nuovo midollo. La chemio può distruggere la funzione ovarica, così i sanitari hanno rimosso l’ovaio destro e congelato frammenti di tessuto. All’epoca la paziente non aveva ancora sviluppato. A 15 anni l’altro ovaio rimasto è risultato danneggiato.

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