Un’altra fumata nera. A tre settimane dalla scadenza finale del piano di salvataggio prorogato a febbraio, la nuova proposta presentata ai creditori dalla delegazione di negoziatori greci arrivata lunedì a Bruxelles è valutata “non credibile“. Anzi, stando a quanto riferito all’agenzia Bloomberg da un funzionario internazionale non è niente di più di una “vaga rimasticatura” dei piani precedenti. Il documento ora al vaglio delle istituzioni creditrici è molto breve, solo tre pagine contro le 47 recapitate al Brussels group (Commissione Ue, Fondo monetario internazionale e Bce) la settimana scorsa, e contiene unicamente obiettivi fiscali. Del resto il premier Alexis Tsipras, in un’intervista al Corriere della Sera, ha ribadito di non avere alcuna intenzione di abolire le pensioni basse, tagliare i sussidi o aumentare il costo dell’energia elettrica per le famiglie.

Nel nuovo piano, secondo una fonte citata dalla stessa Bloomberg, Atene si dichiara disponibile ad avvicinarsi all’obiettivo dell’1% chiesto dai creditori contro lo 0,6% fissato inizialmente. Ma chiede di utilizzare il fondo europeo salva Stati Esm per rimborsare i 6,7 miliardi di euro di obbligazioni detenute dalla Bce in scadenza tra luglio e agosto, attraverso un’operazione di scambio (swap). Il governo ellenico vorrebbe poi accedere ai depositi di salvataggio rimasti in un altro fondo europeo, l’Efsf, per permettere agli istituti di credito del Paese di comprare più bond a breve termine della Grecia. Operazione che però, come è noto, l’Eurotower non consente più da mesi, perché le banche sono già troppo esposte nei confronti del debito sovrano e Francoforte teme che l’esecutivo utilizzerebbe quegli introiti per finanziare le spese correnti. Stando ad altre indiscrezioni raccolte dal quotidiano Kathimerini, Atene sarebbe però venuta incontro ad alcune richieste dei creditori, a partire dalla correzione della riforma dell’Iva. Nella nuova versione resterebbero confermate le tre aliquote, ma innalzate al 7, 12 e 23%. Tra le altre misure allo studio ci sarebbe anche l’aumento del contributo sanitario trattenuto ai pensionati sull’assegno mensile.

Tsipras: “Se la Grecia fallisce i mercati andranno subito a cercare il prossimo” 

Il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha fatto comunque sapere che le istituzioni stanno valutando “con cura e diligenza” le nuove proposte greche “arrivate questa mattina” e con cui mercoledì Tsipras si presenterà all’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande. Incontro che non sarà comunque decisivo: “Dobbiamo avere più tempo per studiare le nuove proposte, credo che adesso sia importante questo”, ha detto Margaritis Schinas.

Nell’intervista al Corriere, Tsipras intanto ha nuovamente ammonito i creditori sul fatto che un eventuale default greco “sarebbe l’inizio della fine dell’eurozona” perché “se la leadership politica europea non può gestire un problema come quello della Grecia, che rappresenta il 2% della sua economia, quale sarà la reazione del mercati per Paesi che affrontano problemi molto più grandi, come la Spagna o l’Italia che ha un debito pubblico di 2mila miliardi? Se la Grecia fallisce i mercati andranno subito a cercare il prossimo. Se dovesse fallire la trattativa, il costo per i contribuenti europei sarà enorme. È per questo che sono profondamente convinto che ciò non convenga a nessuno”.