L’inchiesta Mafia Capitale continua a portare alla luce fatti e personaggi non certo sconosciuti. Ormai è consuetudine, prassi politica-istituzionale. Una collusione talmente ramificata che è diventata una metastasi diffusa in tutto il territorio e in ogni settore.

E’ talmente cronica e tracotante che oramai la parola Mafia è anche troppo riduttiva. Siamo oltre alla semplice Mafia. Siamo alla Mafia Statale.

Difficile fare distinzioni e pulizia vera e completa. E’ un cerchio troppo vizioso.

Molte di queste indagini si basano su intercettazioni mirate ed importanti. E basterebbe ricordarsi quante volte i partiti, in primis quelli di centro-destra, hanno cercato di mettere freno anche a questo unico ed importante elemento di indagine. Sarà banale ripeterlo. Ma come si può pensare che un partito possa andare contro la volontà di accelerare ed aiutare il sistema giustizia? La risposta la sappiamo ma facciamo finta di non conoscerla forse per vivere meglio. Ma il problema esiste da sempre.

Non è un mistero che molti elettori votino persone e politicanti chiaramente mafiosi o chiaramente collusi. Vengono eletti come propri rappresentanti. Che abbiano fedina penale sporca o che siano impresentabili poco importa.
Molte volte sembra di assistere ad elezioni all’interno di un carcere. Dove vince sempre un delinquente a prescindere. Questo è la nostra società odierna.

E coloro che hanno le mani pulite spesso le tengono in tasca e non agiscono per difendere la loro società.

E allora di cosa possiamo lamentarci? Cosa risolviamo ad esempio non andando a votare? Nulla di nulla.

Decideranno e vinceranno sempre loro. Criticare e non partecipare serve sempre e solo alla casta. Non esiste forma migliore e più forte del voto e dell’opinione pubblica. Il disinteresse aiuta invece il proliferare di questa ormai corruzione sistematica. Non cambierà mai nulla se tutto rimarrà così.

Non possiamo aspettare il pm di turno che scoperchia cose che più o meno sappiamo. Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta di nulla. O come buona parte dei cittadini fa, li vota e li questua per cercare fortuna e vie più veloci.

Questa è l’Italia.

Il Paese che conosciamo e dove tutti ci conosciamo per quel che siamo veramente. Dove siamo bravi a criticare dal di fuori o dietro un pc e poi nel nostro quotidiano abbiamo paura anche di denunciare il più semplice sopruso. La politica così com’è non cambierà le cose. Solo la coscienza collettiva e partecipata potrà farlo ed obbligare le istituzioni a cambiare.

Ci sono scandali ogni giorno e sempre più diffusi. Ci sono coinvolti tutti a vari livelli. E come si sa, più persone conniventi ed implicate ci sono e più è difficile che si arrivi a reali e fruttuosi processi.

Pensateci. I politici che di solito fanno carriera sono quelli più manovrabili. Quelli che hanno scheletri nell’armadio e possono essere facilmente comprati.

Mafia Capitale è solo un briciolo di quello che accade ogni giorno anche nei piccoli comuni e all’interno delle varie istituzioni. Se dovesse essere applicata la legge sino in fondo dovrebbe essere chiuso non il Parlamento per Mafia ma l’Italia intera.

Non siamo mai stati un popolo di rivoluzionari e mai lo saremo. Ma senza una vera rivoluzione culturale così siamo e così resteremo.