Proiettiamoci per un momento nel 2022.

Sono passati 7 anni dai fasti della grande esposizione universale.

I capannoni sono stati abbandonati e smontati. L’immensa area è ormai una bidonville. Tutti si sono dimenticati di tangenti, ritardi e speculazioni. Memoria corta, cancellata dalle tegole che cadono. Ne è arrivata un’altra: i dati sull’occupazione. Dopo la piccola ripresa del secondo trimestre 2022 si è registrato un nuovo brusco calo degli occupati. Attualmente il tasso dei senza lavoro si attesta al 19,8% a un passo dalla soglia psicologica del 20%. E’ il dato più alto dal 2015. La disoccupazione giovanile rimane inchiodata al 61,4%.

Commentando i dati, il Premier nonché Capo del Partito della Nazione ha sottolineato che sono uno stimolo all’approvazione urgente del “Jobs Act Quater“: «Servono nuove riforme per agganciare la ripresa, la competizione globale ce lo chiede. Le condizioni ci sono tutte, ma è necessario avere grande coraggio, grandi progetti e guardare avanti.»

La rete stradale e autostradale versa in condizioni pessime, il traffico è ormai fuori controllo. Decine e decine di grandi opere avviate non sono state terminate e le poche concluse non sono utilizzate causa i pedaggi troppo esosi richiesti dai concessionari per ripagare l’investimento. «Tutta colpa dei disfattisti – dichiara sempre il Premier – hanno iniziato giocando a pallone sulla Brebemi 7 anni fa. Ma oggi possiamo rilanciare. Andare oltre. Andare verso.»

La situazione di emergenza viene sfruttata a dovere dalla cordata economica politica mediatica guidata dal Partito della Nazione che ormai ha portato a compimento la “democrazia totale”, con il 75% dei consensi raccolti alle ultime elezioni europee. Offrendo una soluzione al problema: lavoro, crescita e benessere tramite una nuova grande opera. Definitiva. Portare il mare in pianura padana per realizzare ExpoRto 2022. Un canale navigabile parallelo al Po, alimentato dall’acqua marittima, pompata attraverso delle enormi turbopompe sotterranee, risalirà lungo la pianura padana e giungerà al sito di Expo 2015 dove sorgerà l’Hub logistico marittimo più grande e avveniristico del mondo, da Milano a Torino. Risanando il degrado. Creando occupazione. Promuovendo sviluppo. L’entusiasmo diffuso delle reti televisive porta l’euforia del paese alle stelle. Convinti dalle parole del Premier anche gli ecologisti: «Abbiamo pensato all’acqua del mare e non al Po per salvaguardare l’ecosistema fluviale. ExpoRto 2022 sarà una grande opera ad impatto nullo, un’opera rispettosa dell’ambiente».

La Grande Opera Definitiva muoverà finalmente e davvero il paese verso il futuro. 80 milioni di mc di cemento, 7 milioni di tonnellate di acciaio, 300 milioni di mc di smarino, 700 nuove stazioni portuali, 5700 ponti e cavalcavia semovibili, 800 km di nuove strade e raccordi, 150 cave. Il sogno di tutti (tranne dei soliti No ExpoRto). Costo 400 miliardi di euro. Tutto finanziato con project bond coperti dalla stato. La garanzia: l’intero patrimonio storico e artistico della nazione e l’art. 9 della Costituzione.

ExpoRto 2022 sarà davvero uno spettacolo. Teatrale.

Sarà superato dalla realtà?

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