C’è anche Vincenzo De Luca, candidato a Pd a governatore della Campania, nella lista dei 17 nomi la lista dei candidati “impresentabili” alle prossime regionali resa nota dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi (Pd). Dagli atti trasmessi dal procuratore della Repubblica di Salerno risulta che pende un giudizio a carico di De Luca in un procedimento del 2002 per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con “condotta in corso” e altri reati come abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere. Il deputato del Partito democratico Ernesto Carbone ha scritto su Twitter: “Bindi sta violando la Costituzione” e la replica della Presidente della Commissione Antimafia, in conferenza stampa, è stata: “Posso non abbassarmi a rispondere a questa domanda?”. Per Renzi è un dibattito autoreferenziale? “Saremmo stati inadempienti se non avessimo fatto questo lavoro”, risponde alle critiche del segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi, la Bindi, che chiarisce il lavoro svolto dalla Commissione parlamentare: “Per votare i cittadini devono avere tutte le informazioni possibili, ora le hanno, poi voteranno come credono“. E alla domanda de ilfattoquotidiano.it se oltre l’incandidabilità giudiziaria, resta il tema dell’opportunità politica di alcune candidature, la Presidente Bindi risponde che: “E’ chiaro che alcuni sono stati messi in lista perché portano voti, ma questo è un problema dei partiti, non nostro, noi facciamo valutazioni solo in base ai reati spia di Mafia. Il voto clientelare – conclude – non finirà mai in tribunale, ma va combattuto”  di Manolo Lanaro