Un “divario digitale” abbastanza ridotto per quanto riguarda la banda larga, che diventa però una voragine quando si guarda alla diffusione di quella ultralarga. Sono i risultati dell’osservatorio di SosTariffe.it, basato sui dati di Infratel Italia aggiornati al giugno 2014. Il sito ha rilevato che il 96,9% della popolazione italiana è raggiunto da servizi di accesso a internet a una velocità compresa tra 2 e 20 megabyte al secondo. La percentuale è in linea con la media europea, che è del 97%. Ma il quadro è molto diverso se si analizza la copertura della banda ultralarga, per la quale da mesi si attende il decreto sugli incentivi per attuare le misure previste dal Piano del governo. In media solo il 22,3% dei cittadini ha a disposizione una connessione a 30 megabyte al secondo. Il digital divide italiano in questo caso schizza al 77,7%, contro il 36% del resto d’Europa.

banda ultralargaPer la banda larga Lombardia e Molise agli estremi – Tra il 2013 e il 30 giugno 2014 il divario digitale per la banda larga si è ridotto dal 4 al 3,1%. Ma rimangono forti differenze tra le regioni: se in Lombardia il 98,4% dei residenti sono collegati al web ad alta velocità, in Molise la percentuale scende al 75,9%, in Basilicata all’80,4% e in Friuli Venezia Giulia all’83%. In queste aree il digital divide va dall’8,4 al 13,4%, contro una media europea del 3%.

Banda ultralarga solo per due italiani su dieci – Discorso simile per quanto riguarda la banda ultralarga. Ma in questo caso la regione più “virtuosa”, il Lazio, non va oltre il 38,3% di copertura. Seguono Liguria edEmilia Romagna, entrambe oltre il 30%. All’estremo opposto Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, dove non è disponibile, stando ai dati Infratel, alcun servizio di accesso a internet superveloce. In Sardegna la popolazione raggiunta non supera l’8,5%, in Abruzzo il 9,5%.

Più progressi nell’Italia centrale – Secondo SosTariffe, rispetto al 31 dicembre 2013 sono comunque stati fatti progressi. L’aumento maggiore di copertura è stato registrato nelle regioni centrali, dove in sei mesi si è passati dal 10,6 al 29,52%% di popolazione raggiunta dai 30 Mbps. Sicilia e Sardegna hanno registrato un progresso dal 7,9% al 20,9%, mentre in Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna la copertura è aumentata del 12,6% e al Sud del 12%. Fanalino di coda le regioni del Nord Italia, con una variazione del 7,8%.

Quanto alle prospettive future, l’analisi mette in evidenza che la Strategia italiana per la banda ultralarga approvata dal consiglio dei ministri il 3 marzo, in base alla quale entro il 2020 il 100% dei cittadini dovrebbe avere la copertura a 30 Mbps, non è ancora operativa.