“Se Domenico avesse visto qualcuno morire, lo avrebbe detto. Non è realistico che nessuno lo abbia visto, fra quando ha lasciato la stanza a quando è stato ritrovato cadavere. Chi sa, parli”. È l’appello di Antonia Comin, la madre di Domenico Maurantonio, il ragazzo padovano che è morto dopo aver fatto un volo dal quinto piano dell’hotel di Milano dove passava la notte con la classe durante una gita scolastica. Il suo corpo è stato trovato il 10 maggio scorso e gli inquirenti hanno escluso l’ipotesi dell’incidente.

La madre, intervistata da Repubblica, ha detto di essere andata nell’albergo dove è morto il figlio, e ha forti dubbi sull’ipotesi di una caduta accidentale: “Ho camminato lungo quel corridoio. Mi sono affacciato al davanzale. È troppo alto perché un ragazzo che inciampa, o che sviene, possa cadere di sotto”. E ha poi aggiunto: “Stava bene in gita. Si divertiva, era felice. Me lo ha scritto in un messaggio sabato sera, all’ora di cena. Quello che è successo poi, lo può raccontare solo chi era con lui. Domenico lo avrebbe fatto”.

Nei giorni scorsi sono stati interrogati i compagni di classe in gita insieme a Maurantonio. “E’ un momento di grande attesa”, ha detto l’avvocato della famiglia, Eraldo Stefani, “aspettiamo le analisi scientifiche se mi chiedesse cosa è realmente accaduto o che idea mi sono fatto della dinamica dovrei dirle che nemmeno io ho una ipotesi”.

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