Sono cinque gli indagati dalla procura di Civitavecchia per l’incendio all’aeroporto di Fiumicino, scoppiato nella notte del 7 maggio. Sono tutti operai della ditta alla quale era affidata la manutenzione degli impianti di condizionamento. L’ipotesi di reato, avanzata dal procuratore Gianfranco Amendola e dal pm Valentina Zavatto, è di concorso in incendio colposo. Oggi, peraltro, il traffico aereo è stato rallentato per dieci minuti su Fiumicino a causa del guasto di un radar.

Il coinvolgimento degli operai nell’inchiesta è legato a filmati del sistema a circuito chiuso nei quali li si vede lavorare nella sala dove si è sviluppato il rogo. I cinque, nei giorni precedenti all’incendio, avrebbero attivato un condizionatore portatile per risolvere un problema legato al surriscaldamento di un quadro elettrico. Il condizionatore però si spegneva perché non era collegato all’esterno.

Guasto al radar: allarme rientrato
“Il traffico in partenza, in entrambi gli scali, è stato rallentato. Il sistema è ora pienamente tornato operativo e il traffico aereo sta progressivamente rientrando nella normalità”. Lo comunica l’Ente nazionale per l’assistenza al volo. Per circa dieci minuti, alcuni voli in arrivo a Fumicino e a Ciampino sono stati fatti atterrare su altri scali, fa sapere l’Enav. A dare l’allarme è stato Ente nazionale per l’aviazione civile, che intorno alle 14 ha avvertito l’assessore dei Trasporti della regione Sardegna, Massimo Deiana. A quanto viene confermato da fonti responsabili dell’Enav, il traffico aereo sugli aeroporti romani non è mai rimasto bloccato a causa dell’anomalia che si è verificata al centro di controllo di Ciampino. Come conseguenza al rallentamento del traffico aereo, a Fiumicino si sono verificati ritardi di oltre un’ora. In particolare i voli Alitalia diretti a Milano Linate, Cagliari, Catania, Palermo, Stoccolma (Sas), Vienna e Lione (Easy Jet).

La visita del ministro Delrio
Il ministro delle Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio è arrivato intorno alle 8 all’aeroporto di Fiumicino per un sopralluogo al Terminal 3, dove è partito l’incendio che ha distrutto parte dell’area commerciale, ma non ha potuto visitare gli ambienti sequestrati dalla magistratura. “Lasciamo che faccia le sue indagini – spiega -ma tutt’intorno i danni sono molto rilevanti. Devo dire, però, che i ripristini sono già assai avanti”.

Delrio è stato accompagnato dal presidente della società di gestione Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona, insieme all’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, il presidente dell’Enac, Vito Riggio e l’amministratore delegato di AdR, Lorenzo Lo Presti. “L’operatività all’aeroporto di Fiumicino è già raggiunta – spiega Riggio – e ieri abbiamo addirittura recuperato e superato il livello di traffico dello stesso giorno dello scorso anno in misura del + 1,9%”. Prima della visita al terminal, nella sala di rappresentanza del Cerimoniale di Stato, si è svolta una riunione tra il ministro Delrio e i responsabili dei vari settori operativi di Fiumicino. Al ministro sono state illustrate le soluzioni fin qui adottate e gli ulteriori interventi in corso di attuazione per garantire la piena operatività dello scalo.