L’aeroporto di Fiumicino tenta di tornare alla normalità dopo il violento incendio che ha distrutto parte dell’area commerciale del terminal 3. Dalla mezzanotte la metà dei voli è operativa, ma più di 200 aerei sono rimasti a terra. Easyjet ha fatto fatto sapere: “Tutti i passeggeri dei voli cancellati potranno ottenere un cambio di prenotazione gratuito o ricevere un rimborso completo se decideranno di non volare, andando su easyjet.com nella sezione ‘Gestione prenotazioni'”. Anche Alitalia – dopo le difficili informazione reperibile ieri – ha annunciato: “Tutti i passeggeri coinvolti hanno diritto alla riprotezione su nuovi voli, modificando la propria prenotazione entro venerdì 15 maggio, o al rimborso del biglietto in caso di cancellazione. Per informazioni contattare il sito alitalia.com oppure il numero verde 800.650.055“. Nella sola giornata di oggi Alitalia ha attivato 14 voli nazionali straordinari, mettendo a disposizione circa 2.300 posti per i passeggeri rimasti bloccati all’aeroporto di Fiumicino o su altri scali nazionali.

È stato il terminal 1 ad assorbire la maggior parte dei voli e dei passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino. Nel giorno successivo all’incendio le file al check-in sono lunghe e i passeggeri risultano spaesati e stanchi. La zona transiti che dal terminal 1 porta verso quella del terminal 3 è separata da una transenna mobile di colore rosso con la scritta “L’area è inagibile”. Nel rogo sono stati distrutti circa 700 metri quadrati di area commerciale e una quarantina di negozi e gli operai sono al lavoro per ripulire le zone rimaste intatte dalla fuliggine.

Secondo quanto annunciato da Aeroporti di Roma da questa mattina ha cominciato a operare presso l’area interessata dall’incendio la società Belfor, leader mondiale del disaster recovery, i cui addetti al lavoro 24 ore su 24 hanno iniziato a bonificare e a ripristinare tutta la zona dove si sono sviluppate le fiamme e il conseguente fumo, partendo dalla riattivazione degli impianti di climatizzazione e areazione. Si provvederà successivamente alla rimozione delle strutture bruciate. Tale intervento dovrebbe consentire di tornare alla “completa operatività” entro sette giorni.