Ha fatto gli eco-documentari ‘TerraMadre’ e ‘Rupi del vino’, aveva scoperto ‘Il segreto del bosco vecchio’ e trovato ‘L’albero degli zoccoli’ – e la Palma d’Oro a Cannes ’78 – tra i contadini bergamaschi: poteva Ermanno Olmi esimersi dal dire la sua all’Expo2015? Ecco il cortometraggio ‘Il pianeta che ci ospita’, 11 minuti di elegia audiovisiva della Natura e dell’Uomo che non la vilipende.

Proiettato in anteprima alla presentazione della Carta di Milano, verrà replicato ogni sera alle ore 20 nello spazio Slow Food Theater (Piazza della Biodiversità) da maggio a ottobre: non perdetelo. Frutto di tre anni di riprese in Italia, da Lampedusa al Monte Bianco passando per l’amata Asiago, con la collaborazione alla regia di Giacomo Gatti, ‘Il Pianeta che ci ospita’ mette in riga – dice il maestro Olmi – esigenze alimentari e democratiche: “L’impegno dei popoli ricchi nel garantire cibo, acqua e dignità a ogni essere umano, secondo un principio di giustizia che regola la convivenza fra le genti della Terra” e il monito ai “popoli che hanno conquistato attraverso il sacrificio dei loro martiri il privilegio della libertà” affinché “siano esempio di democrazia e convivenza civile”.

Dunque, il miracolo del pane quotidiano (l’unico protagonista è il panettiere Davide Longoni) e l’acqua che scorre, lo spettro dei migranti e l’iperbole dei ricchi in barca e, su tutto, la professione di fede nell’uomo: Olmi ritrova i suoi ‘Fidanzati’, il ‘Miracolo a Milano’ di De Sica e Zavattini, e ci offre cavoli per merenda. Quei cavoli, s’intende, sotto cui nascono i bambini.

Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2015