Si rivedranno probabilmente in serata, di nuovo ad Arcore. Un secondo round del faccia a faccia di mercoledì sera per mettere a punto la cessione del Milan. Dall’entourage di Bee Taechaubol filtra ottimismo sull’ok alla proposta di 500 milioni per rilevare la maggioranza del club rossonero fatta dal broker thailandese a Silvio Berlusconi. Lui, l’ex cavaliere, aspetta e valuta. E non trascura anche l’altra proposta, quella presentata dalla cordata cinese capeggiata da Richard Lee con il quale mercoledì mattina – stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport – ci sarebbe stata una conference call. Mr. Bee ha fretta, però. E la famiglia Berlusconi pesa anche la caparbia con cui il numero uno della Thai Prime sta portando avanti la trattativa, che rispetto a quella con Lee è in fase più avanzata.

Non a caso a Villa San Martino ieri sera, un’ora e mezza dopo l’arrivo di Bee, è arrivata anche Barbara Berlusconi, diretta interessata perché ad del Milan per la parte commerciale, ruolo che dovrebbe ricoprire anche in caso di cessione. E quando alle 23 il broker thailandese ha lasciato Arcore, la riunione sarebbe proseguita con il finanziere Victor Dana e con James Davies-Yandle, il co-fondatore della GLS, la società di Bee che organizza partite tra grandi star del calcio in Cina e prossima a una collaborazione con il Governo di Pechino per lo sviluppo di scuole calcio nel Paese. Un passaggio non di poco conto, se si tiene in considerazione che tra le due parti principali messe insieme da Taechaubol per acquistare il Milan ci sono la Ads Securities, società di brokeraggio finanziario con sede ad Abu Dhabi, e la China Cities Bank. La seconda è una banca commerciale controllata di fatto dal governo cinese, il quale ha già messo in chiaro di voler portare avanti importanti investimenti sul calcio mirando all’organizzazione della Coppa del mondo 2026. In questo scenario rientrerebbe anche l’appoggio all’acquisto del Milan, uno dei brand più importanti nel settore sportivo a livello mondiale.

La decisione finale spetta a Berlusconi, che in queste ore deve anche far fronte all’aspetto sportivo e decidere se rinunciare a Inzaghi (sarebbe il terzo esonero di un allenatore nel giro di 16 mesi) o proseguire con l’ex attaccante fino al termine della stagione. Anche per questo ieri sera le due parti non sono andate fino in fondo. Si riaggiorneranno a breve. Taechaubol sente vicino il traguardo, Berlusconi riflette. Sta per lasciare un pezzo della sua vita. Quello che ha dato maggiori soddisfazioni, ma allo stesso tempo capace di prosciugare 600 milioni di euro, novantuno nel solo 2014. Una stagione nella quale il Milan ha pagato l’assenza dalla Champions League con tutto ciò che comporta sotto il profilo delle entrate, sia di premi Uefa che di botteghino e diritti televisivi. Un problema che si ripresenterà il prossimo anno con la squadra fuori da tutte le coppe europee. Troppo per chi è stato protagonista della miglior epoca del club e non riesce più, tra spending review e fair play finanziario, a competere a livello europeo.