Il contatore continua a scorrere senza sosta, né pietà. Sono 5.057 le vittime del terremoto di magnitudo 7.9 che ha colpito il Nepal e devastato la capitale Kathmandu. Oltre 7.000 i feriti. Ma ciò che fa più paura sono le parole del premier nepalese. Secondo quanto detto da Sushil Koirala all’agenzia Reuters i morti “potrebbero essere 10mila”.

Tra questi ci sono sicuramente 4 italiani: le vite dei trentini Renzo Benedetti, Marco Pojer, Oskar Piazza e della marchigiana Gigliola Mancinelli sono state portate via dalla valanga di neve, sassi e ghiaccio che dopo il sisma ha sepolto il villaggio di Langtang, a nord di Kathmandu. Il sisma, come spiegano alcuni esperti internazionali citati dal Guardian, ha spostato il terreno sotto l’area della capitale fino a tre tre metri verso sud, mentre l’Everest dovrebbe essere rimasto della stessa altezza.

Ma in queste ore cresce l’apprensione per la sorte di 39 italiani che per il ministero degli Esteri sono al momento “irreperibili”, mentre nella notte sono stati rintracciati 18 nostri connazionali. Da Pechino, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni – specificando che gli italiani che al momento mancano all’appello “sono da rintracciare, ma non dispersi” – ha annunciato che una squadra dell’Unità di crisi della Farnesina è arrivata a Kathmandu per continuare le ricerche degli italiani dispersi, in tandem con un ‘advanced-team’ della Protezione civile. La maggior parte di persone che ha perso la vita si trovava in Nepal, ma si contano i morti anche in India (66), in Tibet (25) e in Cina (17), mentre continua la corsa contro il tempo dei soccorritori che scavano tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Nefaste le previsioni della Caritas: “Considerando il numero dei distretti colpiti, le vittime possono facilmente arrivare a 6.000“.

Gentiloni: “347 italiani recuperati finora”
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, parlando con un gruppo di giornalisti a Chongqing, la metropoli della Cina del sudovest dove oggi ha inaugurato la nuova sede del consolato italiano, ha spiegato che la situazione in Nepal è “complicata e confusa”. “Abbiamo lavorato prima di tutto a rintracciare i connazionali e finora ne abbiamo trovati 347, tra cui purtroppo le quattro persone che hanno perso la vita”. Il ministro ha poi aggiunto che “in giornata arriverà il C130 che porta i primi soccorsi di emergenza. Sull’aereo ci sarà anche il nostro Ambasciatore a New Delhi che si reca a Kathmandu per coordinare i soccorsi”. Gentiloni ha aggiunto che un primo gruppo di italiani sarà rimpatriato oggi con un volo commerciale, mentre altri partiranno domani.

Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli sono morti a Langtang
Sono morti Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, due dei quattro speleologi italiani di cui non si avevano notizie dopo il terremoto che due giorni fa ha colpito il Nepal. I due erano insieme nella zona di Langtang. Salvi invece gli altri due italiani del gruppo: Giuseppe Antonini e Giovanni Pizzorni, che ha riportato varie fratture. Antonini è riuscito oggi a mettersi in contatto con i familiari ad Ancona. “Oscar Piazza e Gigliola Mancinelli sono morti nel crollo della struttura dove alloggiavano nel villaggio Langtang in Nepal”, conferma Adriano Alimonte, presidente del Soccorso Alpino Trentino. Altri due italiani, Renzo Benedetti e Marco Pojer, sono morti  travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley, sul monte Everest.

Benedetti e Pojer uccisi da una valanga nella Rolwaling Valley
Renzo Benedetti e Marco Pojer sono morti sabato, travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley, sul monte Everest. Lo riferiscono due loro compagni di spedizione, Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio Dantone, illeso, ricoverati entrambi all’ospedale di Kathmandu. I quattro italiani stavano facendo trekking, quando sono stati travolti da una frana seguita al devastante sisma di sabato. I corpi sono stati recuperati, ma sono ancora sul posto. La notizia “pare attendibile”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni da Pechino precisando che si è ancora in attesa di conferme “fattuali”.

Gli altri italiani – Bergamasca telefona a casa: “Sto bene”
E’ salva Fiorella Fracassetti, la 39enne di Bergamo, di cui non si avevano notizie da sabato. “Ha appena chiamato a casa, sta bene, è a Kathmandu non è riuscita a chiamarci prima perché lì è tutto distrutto, ma ha già prenotato il volo per rientrare in Italia, dovrebbe arrivare domani” ha fatto sapere il padre, contattato dall’Ansa. E si è sbloccata anche la situazione del 24enne veronese, Giovanni Cipolla, che risultava disperso. Lo scalatore ha telefonato ai familiari per rassicurarli sulle sue condizioni. A causa del sisma si erano interrotte le comunicazioni e per questo si erano persi i contatti. La zia del giovane ai cronisti ha riferito che il nipote sta bene e la famiglia è tranquilla.

Giovanni Cipolla, scalatore veronese, è in salvo
Sta bene anche il 24enne veronese Giovanni Cipolla, del quale si erano perse le tracce dal giorno del terremoto, ha contattato la famiglia questa mattina, ha riferito il quotidiano locale L’Arena, facendo loro sapere di non essere ferito. Si trova in una zona rurale del Paese e intende rientrare appena possibile in Italia.

Farnesina: “40 italiani risultano irreperibili”
Circa 22 cittadini italiani risultano irreperibili, mentre le segnalazioni pervenute alla sala operativa dell’Unità di crisi della Farnesina nelle ore successive al sisma di sabato hanno consentito di rintracciare sinora più di 300 connazionali non registrati che erano presenti nell’area colpita dal terremoto. Gli otto turisti che si erano registrati su www.dovesiamonelmondo.it erano già stati rintracciati. Lo fa sapere la Farnesina in una nota. A Kathmandu è presente un advanced team dell’Unità di crisi e della Protezione civile, che opera in coordinamento con l’Ambasciata a New Delhi, il consolato generale d’Italia a Calcutta e il console onorario nella capitale. Il ministero degli Esteri riferisce anche che sta lavorando con il Comando operativo interforze per l’invio di un primo velivolo militare C130 con cui effettuare i primi rimpatri dei connazionali presenti nella capitale.

Save the Chldren: “2 milioni di minori hanno bisogno di aiuto”
Secondo Save the Children, sono “quasi due milioni i minori in Nepal che hanno bisogno di aiuto”. Lo staff dell’organizzazione presente sul terreno valuta che sono 30 su 75 i distretti colpiti dal grave sisma, soprattutto nella regione occidentale e centrale. Migliaia di bambini e famiglie stanno dormendo in strada e in accampamenti di fortuna a Kathmandu e nelle altre aree colpite dal grave sisma in Nepal, nonostante le fredde temperature notturne e le forti piogge, con alto rischio per adulti e bambini di ipotermia.

Scosse continue: 45 da sabato, oggi l’ultima
Una scossa di magnitudo 4,2 gradi sulla scala aperta Richter, con epicentro a 42 chilometri ad ovest di Kathmandu, è stata l’ultima replica sismica registrata oggi alle 6.24 locali (le 2.39 italiane) in Nepal dal Centro sismologico mediterraneo europeo (Emsc). Lo stesso Emsc ha precisato che dopo la prima scossa di magnitudo 7,9 Richter di sabato, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi e 15 quelle sopra 6,5 gradi.

Migliaia gli sfollati: accampati in strada, rischio malattie
Le autorità nepalesi non sono riuscite ad organizzare per ora la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessità. Molte famiglie, tuttavia, si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare. C’è però il timore del diffondersi di malattie per la mancanza di servizi igienici e della raccolta della spazzatura e nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e quindi molti servizi, come i telefonini e bancomat sono fuori uso. Internet è stato ripristinato soltanto stamane. L’aeroporto, intanto, è stato preso di assalto da decine di turisti stranieri, soprattutto vacanzieri indiani, ma anche diversi europei che sono in lista di attesa per rientrare. L’India ha organizzato dei voli speciali per evacuare i connazionali.

CCS Italia attiva la raccolta fondi
La onlus genovese CCS Italia, presente dal 2003 in Nepal con i propri progetti a favore dei diritti dei bambini, ha attivato una raccolta fondi straordinaria per far fronte all’emergenza. “Il centro è raso al suolo, abbiamo passato ore di terrore e ogni scossa è fortissima – racconta il Rappresentante Paese Fabio De Cagno dalla capitale nepalese – Kathmandu è una città fantasma, nessun veicolo, negozi chiusi. Acqua e cibo iniziano a scarseggiare. Stiamo cercando di recuperare i contatti con i partner locali per chiedere loro notizia di tutti i bambini di cui ci occupiamo”.. Per contribuire alla raccolta fondi straordinaria: Bonifico Bancario su conto corrente intestato a Centro Cooperazione Sviluppo Onlus presso Banca Popolare Etica, codice IBAN: IT 02 I 05018 01400 000000512500. Causale: TERREMOTO NEPAL