Tutti pazzi per cibo e cucina. O quasi. Proprio nell’anno dell’Expo, il cui tema è collegato a cibo e nutrizione e in un periodo in cui dentro lo schermo (ma anche fuori) sono cuochi, cooking game e fornelli a dettar legge, parte del design decide di porsi, a modo suo, come “punto di frattura”, in un piccolo gioco di decontestualizzazione. È il caso di Oceano Oltreluce, azienda brianzola che in collaborazione con la bergamasca Pentole Agnelli è partita dal concetto di cucina per trasformarlo. Nasce così Ladled, lampada creata grazie al riutilizzo di un mestolo di alluminio, che mescola i due mondi (lad in inglese significa proprio ‘mestolo’, il led è un tipo di luce) e li (con)fonde.

“Siamo partiti da un concetto di ‘trasgressione’ – spiega Pietro Greppi, uno dei designer tra i proprietari di Oceano Oltreluce – ma senza voler eccedere. Ci siamo presi la libertà di utilizzare strumenti da cucina senza che questi fossero collegati al cibo, in un momento in cui tutti parlano di questo argomento. Ci divertiva l’idea che il mestolo, in un anno particolare come quello dell’Expo, venisse utilizzato per fare luce. Quindi lo abbiamo trasformato in un oggetto di design con una fonte luminosa all’avanguardia. È un piccolo graffio, qualcosa che spariglia le carte in tavola, senza essere dissacratorio però”. Dello stesso parere Angelo Agnelli, dell’omonima azienda: “La nostra partnership ha trasformato un mestolo in un paradosso, dove è l’oggetto da cucina stesso che va a illuminare ciò che sta intorno all’ambiente dei fornelli”.

E il gioco è servito: basta una nuova visione (in questo caso capovolta) e i mestoli sono pronti a nuova vita, diventano oggetti di design dal sapore ‘urban’. “La forma di questo utensile poi – prosegue Greppi, che per quanto riguarda la parte del design ha lavorato in squadra con il fratello Luigi e con Mario Belloni – è particolarmente adattabile e con i dovuti interventi tecnici, è nata questa lampada a led, new entry della collezione Alluminia, in due versioni: una più piccola, da scrivania, e una più grande, con un’altra base, da parete”. Pur rimanendo alla stregua di un gioco l’obiettivo era chiaro, uscire dagli schemi senza creare un oggetto che fosse un mero elemento decorativo, ma una “lampada vera, funzionale, con determinate caratteristiche”. Il risultato è arrivato “con un prodotto adatto a tutti gli ambienti – specifica il designer – e con dei vantaggi specifici: è ecosostenibile e, essendo in alluminio, completamente riciclabile, oltre che avere un consumo, grazie al led, dell’85 per cento inferiore rispetto alle lampade classiche. In una perfetta celebrazione del made in Italy”.

Come in una scatola cinese, in un’operazione di perfetta simbiosi, il design si rifà poi oggetto di cucina grazie al lavoro di Giovanni Gastel, fotografo di moda, che ha curato le immagini di presentazione del prodotto e all’esposizione dei modelli Ladled all’interno del nuovo locale milanese dello chef Filippo La Mantia.