Dopo anni di scetticismo e di negazionismo lo Stato dell’Oklahoma ha dovuto accettare la realtà: il consenso scientifico che i terremoti che continuano ad affliggere lo Stato siano indotti dalla reiniezione di materiale di scarto dalle operazioni petrolifere nel sottosuolo. Hanno fatto di più: il Dipartimento dell’Energia e dell’Ambiente dello Stato dell’Oklahoma ha aperto un sito web in cui si illustrano le connessioni fra l’attività estrattiva e la sismicità. Nel sito c’è pure una mappa iterativa che mostra gli epicentri dei terremoti e i pozzi di reiniezione e di estrazione.

oklahomaL’Oklahoma Geological Survey ha anche rilasciato una dichiarazione secondo la quale è altamente probabile che questi siti di reiniezione di materiale di scarto possano causare la sismicità indotta. Insomma, solo chi non vuole capire, non capisce. Secondo l’Oklahoma Geological Survey, la maggior parte dell’attività sismica si snoda nel 15% del territorio dello Stato che è stato maggiormente interessato alla reiniezione. Nel 2011 ci sono stati diversi terremoti di magnitudo superiore a 5.0, presso Prague, eventi del tutto straordinari nella storia dell’Oklahoma, secondo i geologi.

Il governatore repubblicano Mary Fallin ha accettato la realtà, dicendo che si è all’opera per cercare di capire come uscire da questo problema. Altri politici locali, come il consigliere statale democratico Cory Williams, dice che finalmente la politica dell’Oklahoma ha tirato su la testa fuori dalla sabbia. Gli unici che restano scettici, sono sempre gli stessi: i petrolieri. Dicono che ci vogliono altri studi. Si vede che le dozzine di pubblicazioni su Nature e su Science e su Pnas o non li leggono o non li vogliono leggere. L’Oklahoma Oil and Gas Association dice che “potrebbe anche essere che ci sia un legame fra terremoti e pozzi di reiniezione ma non ne sappiamo ancora abbastanza”. Cory Williams, che rappresenta uno dei distretti dell’Oklahoma più colpiti dai terremoti, attorno alla città di Stillwater, dice che è ora di portare avanti una moratoria e di fermare la reiniezione nel nord e centro dell’Oklahoma, la parte più pericolosa dello Stato.

Per ora i venditori di assicurazioni sulle case e sulle proprietà devono fare dei corsi di aggiornamento sulla sismicità indotta. Ben poche persone compravano assicurazioni contro i terremoti prima del 2010 – e infatti terremoti non ce ne erano quasi. Adesso, nonostante i corsi d’aggiornamento, anche per chi volesse comprare l’assicurazione è quasi impossibile. Alcuni residenti hanno portato avanti cause direttamente contro i petrolieri.

In Oklahoma ci sono circa tre terremoti al giorno di magnitudo 3 o maggiore. Prima del 2008 erano uno all’anno. Il tasso è cresciuto del 600% nel giro di nemmeno 10 anni. Nel 2013 ci furono 109 terremoti di magnitudo 3 o superiore. Nel 2014 sono stati 585.  Nel 2015, se va avanti così, ce ne saranno 900.

Finora gli stati con sismicità indotta dall’opera di estrazione di gas o di petrolio, con o senza fracking, includono Alabama, Arkansas, Colorado, California, Kansas, New Mexico, Ohio, Oklahoma e Texa, come conferma l’Usgs, l’ente geologico nazionale degli Stati Uniti.

E in Italia? Qual’e’ il commento del primo ministro Matteo Renzi, del ministro all’ambiente Gianluca Galletti e di tutti i membri della commissione di Valutazione Impatto Ambientale sul tema trivelle e terremoti? Grazie allo Sblocca Italia e alla furia petrolifera che incombe sul nostro Paese, i vari enti che costoro rappresentano sono chiamati ad approvare dozzine e dozzine di permessi di trivellazioni in siti protetti, sismici, turistici. Leggono queste cose? Le fanno proprie? Riescono a capire che l’esperienza altrui deve pur insegnarci qualcosa? Lo sanno che anche in Italia abbiamo pozzi di reinizione in zone sismiche?

Qui le immagini della sismicità indotta in Oklahoma e la lista dei pozzi di reiniezione in Italia, dove mai nulla del genere potrà succedere