Tutti rimangono basiti, attoniti, sinceramente partecipativi della sofferenza altrui, quando i tiggì, a ripetizione, trasmettono l’immagine di un barcone scassato che si rovescia nelle acque del Mediterraneo, con cento persone intrappolate dentro che faranno una fine orribile. È tremendo.

Molto più difficile è dare questa partecipazione quotidianamente, con decine di migliaia di persone che ogni giorno muoiono per fame, sete, guerre, droga, violenze di ogni genere, stupri, abbandono, deportazioni. Solo i bambini, ogni giorno, sono 26.000.

Quelle cento persone intrappolate non sono che la punta di un iceberg gigantesco, dove si cela il perché della loro morte, che tutti, in questi giorni, si affrettano a cercare o a spiegare.

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Narghilé in piazza Duomo – Milano – ©mvillone

Sono tornato dal Brasile in Italia per qualche settimana. Ieri sera a Milano ho incontrato un vecchio amico, un grande fotoreporter, vincitore di numerosi premi, tra i quali due volte nientemeno che il World Press Photo. Naturalmente non lo fanno lavorare, poiché “quelle foto” lì, come si pubblicavano fino a dieci o quindici anni fa non interessano più a nessuno. Francesco Cito è esperto di Medio Oriente (uno dei World Press lo vinse con le foto scaturite da una straordinaria permanenza di mesi in Afghanistan con i mujaheddin ai tempi della guerra), mentre io conosco un po’ il Brasile, così ci siamo raccontati delle fiabe, delle leggende, davanti a un drink, in un bar.

Si tratta di un progetto a lungo termine – comincia Francesco – le motivazioni sono geopolitiche. Gli Stati Uniti (da molto tempo) hanno bisogno di attestare la loro area di influenza nell’area a nord del Mar Nero, come per esempio in Ukraina. Naturalmente Putin non vuole. Bisogna così destabilizzare l’area e ci vuole tempo. I governi di tutti i paesi dell’area islamica intorno al Medio Oriente che non siano monarchie o che non siano alleati degli Usa, come la Turchia, vanno abbattuti. Si comincia dall’Iraq, poi Syria e Libia. Con l’aiuto dei sauditi si finanzia e si rifornisce di armi un terribile e feroce gruppo di terroristi fanatici, militarizzato: l’Isis. Semineranno terrore e morte in tutta l’area. Un sacco di gente si chiederà come mai non vengono schiacciati subito, ma si farà finta di niente, tanto nessuno potrà farci niente.

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La cupola della Moschea azzurra – Istanbul – ©mvillone

Nel frattempo si creerà un mare di profughi, provenienti anche da paesi subsahariani, dove non c’è lavoro, ma solo siccità e abbandono. Sarà grande la tribolazione… Sembreranno partire dalla Libia, mentre in realtà molti di loro sono inviati dalla Turchia, da Istanbul. Carne da macello che non conta niente e serve solo a seminare disperazione, anche nei paesi europei. Quegli imbecilli degli italiani, che sono anche buoni, saranno costretti ad accoglierne un sacco, vista anche l’incredibile posizione geografica del paese, che manco a farlo apposta, sembra un enorme molo di terra proteso nel Mediterraneo fin quasi alle coste africane. È il più facile da raggiungere in assoluto. La carne da macello nessuno la vuole. Molti si si insospettiscono: come mai non vanno negli straricchi paesi arabi quasi disabitati e pieni di opportunità di lavoro? Già. Ma, ancora, nessuno può farci niente.

Il resto dell’Europa nicchierà e tenterà fino all’ultimo di lavarsene le mani. Sarà possibile ancora per un po’, ma in seguito la terribile situazione di abbandono, povertà, destabilizzazione ecologica di tutto il pianeta creerà un flusso di disperati enorme inarrestabile e non basteranno più campi profughi, misure speciali, blocchi navali, niente. A nessuno naturalmente verrà in mente che proprio i paesi arabi potrebbero sostenere la situazione e gli occidentali dovranno cavarsela da soli. I terribili e cattivissimi mostri dell’Isis, responsabili di tutto, insieme ai loro amici scafisti (i gobbi di Notre-Dame della situa) dovranno essere finalmente affrontati dalla cavalleria dei buoni. Sarà finalmente così giustificato, dopo anni di imbastimento delle trame, l’intervento americano nell’area. Anzi saranno costretti a intervenire e, ancora una volta, nessuno ci potrà fare niente. I due blocchi potranno così, ancora una volta, fronteggiarsi direttamente. I normali esseri umani, stritolati nel mezzo, saranno a loro volta costretti, come sempre, ad adattarsi, a sottomettersi e, come schiavi, ad accettare quello che, a diversi livelli, potranno permettersi di fare. Si ristabilirà un Nuovo Ordine Mondiale e nessuno dovrà banfare.

– Salute.

– Salute.

Naturalmente sono tutte leggende è chiaro. La verità è un barcone che si rovescia nei tiggì, un mondo confuso di povertà e violenze alle spalle, popolato di mostri, e una situazione di benessere occidentale che si dovrà ristabilire a tutti i costi con le “misure” in maniera che si possa consumare tutti in pace, di nuovo come prima.

Prosit.