Brera, Lambrate, Tortona: c’è un mondo che pulsa fuori dai padiglioni di Rho Fiera in cui si svolge il Salone del Mobile. È il Fuorisalone, l’altra faccia della Milano Design Week (14-19 aprile), che dal 1991 accoglie centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo. Pensata come contromanifestazione per i non addetti ai lavori, nel corso degli anni il Fuorisalone si è conquistato una grossa fetta di pubblico. Design sì, ma non solo: qui si rincorrono telecomunicazioni, arte, moda e cibo. Le aziende e i brand che decidono di partecipare lo fanno soprattutto in nome dell’innovazione.  E nel 2015 era arrivato il momento di sfruttare al meglio anche la dimensione digitale. Per questo è nato un apposito portale (www.fuorisalone.it) e una app che permette ai visitatori di orientarsi tra le centinaia di eventi proposti. In vista dell’imminente apertura dell’Expo non potevano mancare i riferimenti al cibo, ma quest’anno il Fuorisalone è anche una storia di donne e di bambini.

Cibo tra sprechi e street food – Durante il Fuorisalone i visitatori si sposteranno tra un appuntamento e l’altro senza avere nemmeno il tempo per mangiare. È per questo che la zona Sant’Ambrogio ha pensato di attrezzarsi con l’Eat Urban Food Truck Festival. Il giardino di San Vittore si prepara a ospitare un ristorante a cielo aperto: tantissime le realtà di strada pronte a sfidarsi, da nord a sud. Ma spesso l’eccesso di cibo si traduce in spreco, per questo il Fuorisalone ha pensato di mettere in mostra tre collezioni di Doggy Bag, tutte realizzate a mano da artisti come Giulio Iacchetti e Olimpia Zagnoli. Molto diffusi oltreoceano, questi cestini per portar via gli avanzi vengono ancora snobbati in Italia. Ora però sembra che le cose stiano cambiando e durante l’Expo queste coloratissime Doggy Bag saranno distribuite in cento ristoranti.

Bambini, è tempo di Kids Design Week – Agli adulti spesso manca la fantasia per rendere unico un oggetto. E allora perché non farsi aiutare dai bambini? L’idea è venuta al museo della Scienza e della Tecnologia di Milano che ha unito le mani di undici designer con la creatività dei più giovani. I risultati di questo connubio saranno in mostra per tutta la durata della Design Week. Anche la piattaforma Unduetrestella troverà spazio al Fuorisalone. Il progetto curato da Paola Noè mette insieme design e cibo e permette ai più piccoli di toccare l’arte con mano.

Fuorisalone, fate spazio alle donne – Il design non è più una prerogativa maschile. Sono sempre più numerose le donne che provano a farsi spazio in questo mondo, ma guai a parlare di quote rosa. È il caso di Cristiana Giopato, classe 1978, che si dividerà tra la zona Ventura Lambrate e piazza Gae Aulenti per presentare due progetti: le luci Edition e una nuova sedia da outdoor. C’è poi spazio per il ritorno del collettivo DI Donne che inaugurerà la mostra “Nuovo catalogo artigianato”, dove saranno esposti una serie di prototipi, tra cui un copricapo tessuto a mano con filo di rame, un tavolo da party in cartone riciclabile e il classico sgabello da bagno rivisitato con inserti in pelliccia. Ma quest’anno le donne hanno deciso di mettere la creatività a servizio della solidarietà. È il caso dell’iniziativa promossa da Oxfam (“Altreforme goes fashion”), che metterà all’asta cinque esemplari dell’iconica sedia Salvador disegnati da cinque fashion designer di fama internazionale: Manish Arora, Yaz Bukey, Corto Moltedo, Fausto Puglisi e KTZ.

Ambiente e salute, Milano difende il pianeta – Se in vista del Fuorisalone i cortili, i laboratori e gli edifici storici della zona Brera spalancano le porte ai designer internazionali e ai curiosi, c’è anche chi ha deciso di fare un passo in più. È il caso dello studio Plutarch che proprio in occasione della Design Week ha deciso di convertire gli oltre 300 metri quadri di tetto in un orto botanico permanente. La mostra “Need”, invece, che si terrà nello spazio Logotel di via Ventura, guarda con attenzione alle trasformazioni globali e ai problemi sociali. Il punto di partenza è questo: “Quali sono i bisogni del futuro?”. Per rispondere a questo interrogativo 25 designer italiani e internazionali si sono messi alla prova e hanno presentato delle innovazioni che potrebbero migliorare la vita di migliaia di persone. Spicca su tutti “Ebola Ppe For Healthcare”, un prototipo di tuta per aumentare le protezioni degli operatori sanitari che hanno a che fare con il virus. Progetti a lungo termine, nella speranza di innescare la potentissima miccia del futuro.