Niente più finanziamenti diretti o indiretti dalle cooperative di Legacoop Toscana, e dalle loro partecipate, a partiti, candidati e fondazioni o associazioni che li sostengano: è quanto ha stabilito l’ufficio di presidenza di Legacoop Toscana che ha aggiunto un comma al codice etico di Legacoop nazionale. I consigli d’amministrazione delle cooperative aderenti saranno ora chiamati a recepire la nuova norma all’interno dei loro statuti. “Legacoop Toscana – ha ricordato il presidente nazionale, Mauro Lusetti – è stata una delle prime a livello nazionale ad aver adottato una serie di principi e di indicazioni che abbiamo discusso, deciso e adottato al congresso nazionale di dicembre. Queste, unite all’aspetto che riguarda lo stop ai soldi ai partiti, sono questioni che caratterizzeranno anche le altre regioni”. Roberto Negrini, presidente di Legacoop Toscana, ha sottolineato che questo “è un impegno che avevamo preso verso le cooperative, e lo abbiamo messo in atto”, precisando che “poi naturalmente i singoli faranno ciò che ritengono opportuno per la partecipazione politica, ma le cooperative dovranno stare fuori dalle formule di finanziamento di questo tipo”.

La notizia ha un significato doppio perché la polemica ha scosso nelle ultime settimane il Partito democratico dell’Emilia, con il sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti che ha deciso di restituire il finanziamento ricevuto dalla Cpl Concordia (coop finita al centro di più inchieste) durante la campagna elettorale, i colleghi di Bologna e Modena, Virginio Merola e Gian Carlo Muzzarelli, che invece hanno detto di non dover rendere niente con i vertici locali del partito che hanno deciso di non prendere una decisione precisa. 

Lusetti, dall’assemblea dell’associazione cooperative consumatori del distretto tirrenico chiede “alla magistratura che faccia il suo mestiere presto e bene; poi la fiducia se la guadagnano con la qualità del loro lavoro, esattamente come viene chiesto a noi. Ci sono due episodi recentissimi in cui due cooperatori sono stati messi sulla graticola per anni, anni nei quali siamo finiti sui giornali, producendo anche una crisi nella giunta regionale dell’Emilia Romagna, e sono stati scagionati perché il fatto non sussiste o non l’avevano commesso. Uno è il fratello di Vasco Errani, uno è il numero due di una coop edile. I magistrati sono persone come noi: tantissime sono capaci, bravissime, alcuni sbagliano”.