Giovanni Errani, fratello dell’ex governatore dell’Emilia Romagna, è stato assolto in secondo grado dall’accusa di truffa ai danni della Regione per la vicenda Terremerse. Secondo i giudici della terza sezione penale della corte d’appello di Bologna “il fatto non sussiste”. Giovanni Errani era stato condannato dal tribunale di Bologna a luglio 2014 a 2 anni e mezzo di reclusione per il caso del milione di euro che la cooperativa Terremerse, da lui guidata, ottenne nel 2006 per la costruzione di una cantina.

E’ stato assolto anche l’altro imputato Giampaolo Lucchi, progettista della cantina Terremerse, che in primo grado aveva avuto una condanna a un anno e mezzo. Per entrambi sono state annullate anche tutte le pene accessorie, compresa la confisca dei beni. In un altro filone della stessa inchiesta l’ex presidente della Regione Vasco Errani era stato invece condannato in appello a inizio luglio 2014 con l’accusa di falso ideologico. Per l’ex braccio destro di Pierluigi Bersani fra poche settimane inizierà l’ultima fase di giudizio in Cassazione.

Secondo il pubblico ministero Antonella Scandellari i lavori della cantina di Imola, non vennero ultimati entro il termine previsto per ottenere i finanziamenti da parte della Regione Emilia Romagna, cioè il 31 maggio 2006. Tuttavia, secondo la pm, per ottenere quei soldi, la coop di Giovanni Errani (difeso dall’avvocato Gaetano Forte) attestò il falso affermando di avere chiuso in tempo i cantieri, quando in realtà i lavori sarebbero andati avanti ben oltre la scadenza.

Ma per questa parte iniziale della vicenda la prescrizione era già arrivata in primo grado. La terza sezione della corte d’appello ha quindi ora giudicato soltanto l’ultima parte della vicenda. Quella relativa al 2008, cioè il momento dello svincolo di una fidejussione bancaria da parte della Regione. Fidejussione che nel 2006 era stata messa in campo da Terremerse per poter ottenere il finanziamento e che, secondo l’accusa, fu ottenuta indietro facendo credere alla Regione di avere terminato quei lavori per la cantina in tempo. Ma ora per i giudici d’appello questo fatto non sussiste.

L’inizio delle indagini su Terremerse risale al 2009, quando un articolo de il Giornale aveva accusato per la prima volta la coop di aver ricevuto i fondi in maniera illecita. Vasco Errani allora presentò una relazione spontanea sulla vicenda sia in procura della Repubblica a Bologna che in consiglio regionale. Tuttavia, secondo l’accusa della procura della Repubblica di Bologna, su quel documento fece scrivere delle cose false per coprire le preseunte irregolarità del fratello.