Nel giorno in cui la procura di Napoli punta a ricostruire il “sistema di relazioni patologiche” della Cpl con la politica, Massimo D’Alema, il cui nome è emerso dalle intercettazioni senza fosse indagato o coinvolto, affila la lama del suo pensiero, nuovamente, contro i giornalisti e boccia quella che è invece una priorità per il presidente dell’Antocorruzione, Raffaele Cantone, ovvero una legge sulle fondazioni dei politici. Già l’inchiesta Mafia Capitale, con i soldi fatti arrivare sui conti della fondazione dell’ex sindaco Gianni Alemanno, aveva fatto emergere la questione fondazioni. Ma l’esponente Pd oggi dice: “Se si vuole impedire il finanziamento pubblico, il finanziamento privato” alle fondazioni “è fascismo, si vuole tacitare la libertà di ricerca”.

Ospite di Otto e mezzo su La7 l’ex premier ritorna anche sulla pubblicazione di intercettazioni e di atti relativi all’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia in cui gli indagati parlano di lui: “Sono stato vittima di una campagna di diffamazione” e “ho ricevuto delle minacce, è stata colpita la sicurezza e la serenità della mia famiglia, è indegno di un Paese civile. Me ne sono accorto diversi anni fa anche a proposito di avversari politici”. E così sul tema di una nuova disciplina delle intercettazioni, su cui nei giorni scorsi è si è formato un binomio Pd-Ncd, il presidente della Fondazione Italianieuropei rimarca: “Condivido l’approccio del presidente del Consiglio” sottolinea.

Del resto D’Alema già nel giorno degli arresti, con le manette scattate per l’ex sindaco di Ischia, si era scagliato anche contro i pm “So che non avendo fatto nulla da molti giorni il mio nome è associato ad uno scandalo di tangenti, sono uscite cose incredibili sui giornali”. “Non ho nulla da chiarire con i magistrati, i miei rapporti” con la cooperativa Cpl Concordia “sono del tutto trasparenti, normali, legittimi, sono rapporti di cui posso parlare alla tv ma non con i magistrati. Hanno dato contributi alla Fondazione Italianieuropei che non sono io, non sono né il proprietario, né il rappresentante legale”. “Non sono in conflitto d’interesse, i proprietari” della azienda vinicola “sono i miei figli, l’amministatore è mia moglie, io faccio il promoter, non sono ministro, deputato, non sono nulla, faccio politica, ma il conflitto interessi implica che uno abbia una funzione pubblica. Non sono in conflitto con niente”.

Tant’è però l’inchiesta sembra aver portato anche qualche vantaggio: “Secondo una parte importante della critica il vino è buono. Oggi è uscito il commento di Doctor Wine che ha detto che il vino è buono. Se le vendite sono aumentate? Si, per forza, perché siamo in un Paese civile, ci sono persone che dopo questa vergognosa campagna contro di me hanno mostrato solidarietà con la mia famiglia e hanno comprato il vino“.

Intanto i carabinieri del Noe hanno acquisito centinaia di contratti di consulenze, forniture, subappalti. Ma anche documenti su tutti i finanziamenti erogati a fondazioni, enti, partiti e, nell’eventualità, a singoli politici. Proprio a proposito del sistema delle consulenze e dei finanziamenti alla politica i magistrati evidenziano infatti che appare verosimile che “tali rapporti, e le relative triangolazioni, rappresentino lo strumento per la realizzazione di relazioni patologiche tra la Cpl e la pubblica amministrazione e più in generale tra la Cpl e il mondo delle istituzioni”. Per questo motivo i carabinieri hanno ricevuto la disposizione esplicita di sequestrare tutto ciò che ha a che fare con “ogni forma di finanziamento, sovvenzione, contributo erogato, a qualsivoglia titolo, ad associazioni, fondazioni, enti, partiti politici e singoli esponenti politici”.